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Ha abusato per 10 anni di 8 piccoli allievi

La faccia buia dello sport: condannato "maestro" pedofilo

Condannato con l'accusa di violenza sessuale aggravata

La faccia buia dello sport: condannato 'maestro' pedofilo
26/05/2011, 18:05

MILANO – Lo sport dovrebbe essere un momento liberatorio. Ore rubate al lavoro e allo studio per svagarsi, imparando una disciplina e migliorando lo stato psicofisico. A volte, però, può trasformarsi in un incubo. Quanto è accaduto a Milano ad un gruppo di ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, è proprio un brutto sogno da cui i protagonisti si sono svegliati soltanto adesso.
Angelo, Andrea, Matteo (sono nomi di fantasia) erano dei ragazzini svegli con un’unica passione: il kung-fu. Arte marziale di nobili origini, che avrebbe dato loro quella prestanza fisica che desideravano da sempre. E’ proprio qui, però, nella palestra di Milano dove si allenavano tutti i giorni, che inizia il loro calvario. Anni di molestie, di “complimenti” più o meno velati sulla loro bravura. Anni di violenza, fisica e mentale, che hanno scavato nell’ anima per decenni.
Il colpevole, il maestro. Quello che li istruiva, che insegnava loro i movimenti giusti da compiere e che si dichiarava “disponibile nel tempo libero, anche nel fine settimana”. Una tecnica che utilizzava in virtù del fatto che i genitori non sembravano preoccuparsi troppo delle attenzioni (quasi morbose) che l’uomo spendeva per i propri figli. Addirittura, il “mostro” era riuscito a far credere ai ragazzini, tutti di età compresa tra gli 11 ed i 13 anni, che fare sesso con lui gli avrebbe garantito migliori prestazioni agonistiche.
Una trappola micidiale a cui le vittime non si sono sottratte per ben 10 anni. Ora, però, finalmente le denunce: una due, poi tre ed infine tutte ed otto, che hanno consentito al giudice di condannare il pedofilo molestatore a 10 anni di reclusione con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Una punizione, un piccolo, infinitesimale risarcimento per guarire delle ferite che non si rimargineranno mai più.

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di Ornella d'Anna
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