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Sarebbero in un caveau di una banca da 30 anni

La Finanza a Roma cerca 60 milioni di dollari di tangenti


La Finanza a Roma cerca 60 milioni di dollari di tangenti
05/12/2011, 14:12

ROMA - Che Tangentopoli non sia mai finita, nel senso che i politici continuano tranquillamente ad incassare mazzette, non è una novità, ma cronaca quotidiana. Eppure Tangentopoli non è finita anche in un altro senso: le tangenti di allora sono ancora in giro. Almeno in un caso, scoperto dalla Guardia di Finanza mediante l'uso di un agente sotto copertura. Costui stava cercando di verificare gli spostamenti dei soldi di Cosa Nostra, ma si è venuto a trovare di fronte ad una persona ben nota alle forze dell'ordine, il tributarista palermitano Gianni Lapis, assunto alle cronache per aver fatto il prestnome di Massimo Ciancimino.
Attraverso Lapis e due altre persone che lo accompagnavano, il finanziere ha scoperto che in un caveau di una banca di Roma ci sono 60 milioni di dollari, frutto di tangenti pagate ai politici tra il 1986 e il 1988. Erano proprio quei soldi che sarebbero dovuti essere riciclati e trasformati in 40 milioni di euro.
Naturalmente, tutto si è concluso con l'arresto di Lapis venerdì scorso. Tuttavia la Guardia di Finanza è alla ricerca di questa banca, su cui ci sono solo pochi indizi, perchè il nome non è mai stato fatto, durante i colloqui (il finanziere sotto copertura aveva un microfono addosso e quindi di questo si è sicuri). Insomma, una caccia al tesoro. E che tesoro...

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di Antonio Rispoli
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