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Tentativo del sindacato di allacciare i rapporti con Fiat

La Fiom apre su Pomigliano: "Trattativa, ma nella legge"


La Fiom apre su Pomigliano: 'Trattativa, ma nella legge'
01/07/2010, 15:07

POMIGLIANO D'ARCO (NAPOLI) - Un proverbio dei soldati con esperienza recita: non avere paura dei proiettili che si sentono, non sono pericolosi; quelli pericolosi sono quelli che non si sentono. Devono aver fatto un pensierino simile i rappresentanti della Fiom, preoccupati per la cappa di silenzio scesa sul destino dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco immediatamente dopo il referendum che ha detto sì all'accordo con il 64% dei favorevoli. Una percentuale che la Fiat considera largamente insufficiente (non è un mistero che si aspettasse almeno l'80% di sì e che puntasse ad averne più del 90%) e che ha scontentato soprattutto Marchionne. Il quale sembra essere scomparso: è andato negli USA, a verificare la situazione della Chrysler e sembra aver relegato l'Italia in un cassetto.
Ma così non è per i rappresentanti della Fiom, che oggi, in una assemblea del sindacato, hanno discusso di questo fatto. E il segretario Generale Umberto Landini ha dichiarato che il sindacato è disposto a tornare al tavolo con l'azienda, a precise condizioni: "Con il contratto nazionale del lavoro la Fiat può applicare i 18 turni ed io so benissimo di cosa parliamo, diversamente da molti altri che non hanno idea di cosa significa lavorare sulle catene di montaggio. Per riaprire la trattativa, la Fiat deve eliminare dall'accordo le clausole che derogano il contratto e vanno contro le leggi e la Costituzione". Non è mancata, nel suo intervento, anche una stoccata per il Ministro al Welfare, Maurizio Sacconi: "Maurizio Sacconi - ha detto - più di una volta ha dichiarato di essere disponibile ad intervenire nella vicenda di Pomigliano d'Arco se qualcuno glielo chiede. Ma noi non glielo chiediamo in quanto Sacconi non è un ministro super partes. Così come il governo, che o è assente oppure, quando c'è, sostiene la Fiat e fa manovre che non stanno in piedi. Il governo faccia il suo mestiere e invece di sostenere che si vogliono agevolare i lavoratori che affronteranno a Pomigliano i turni notturni, agevoli le imprese in maniera differente. Ma non dia incentivi alle aziende senza condizioni, senza salvaguardare l'occupazione e i lavoratori così come hanno fatto in altri Paesi d'Europa".
Nel documento finale la Fiom ha ringraziato i 1800 lavoratori che hanno avuto il coraggio di rispondere no al referendum e ha dedicato un capitolo a Termini Imerese, i cui lavoratori - dice il sindacato di categoria - non devono essere licenziati.

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di Antonio Rispoli
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