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Fiorenza di Libera: "Siamo punto di riferimento per tutti"

La Fondazione Silvia Ruotolo parte dalla casa del boss Zaza


La Fondazione Silvia Ruotolo parte dalla casa del boss Zaza
24/08/2011, 19:08

NAPOLI - «Basta camorra». Questo il grido dei tanti giovani che parte proprio da un simbolo della malavita napoletana, la casa confiscata al boss defunto Michele Zaza, famosa per la foto tra il boss e Maradona nella vasca dorata. La villa di via Petrarca 50, con i suoi oltre duecento mq, ospiterà una casa sociale per persone disabili e corsi di educazione alla legalità. Il bene confiscato è stato assegnato all’associazione Libera Campania e alla cooperativa l’Orsa Maggiore e la struttura prende il nome di «La Gloriette». Durante l’incontro promosso dalle cooperativa Orsa Maggiore, Agesci e Zona Napoli, dal titolo «Noi scegliamo di impegnarci!» si è parlato di legalità, di lotta alla camorra, di voglia di voler cambiare la città partendo dal basso. Tanti ragazzi, di diversi quartieri e differenti realtà hanno voluto dire il proprio «no» alla connivenza con il malaffare dilagante. E’ stato inoltre presentato «il percorso di cittadinanza attiva» realizzato da i ragazzi del centro Orsa Maggiore. L’incontro rientra nell’ambito del «Festival dell’impegno civile» che si terrà fino al trenta luglio e che attraverserà le terre di Don Peppe Diana, altra vittima innocente della camorra. Del comitato etico del festival tra gli altri fanno parte Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, del Coordinamento familiari vittime camorra della regione Campania e Don Tonino Palmese, referente regionale di Libera. Quasi un gioco del destino che la riscossa di tanti ragazzi, che sperano di investire come un’onda altri giovani e renderli parte attiva di un vero e proprio movimento anti-camorra, sia partita dalla casa di un boss, dalla quale una volta si decidevano a tavolino omicidi e strategie camorristiche. «E’ proprio questa l’importanza dei beni confiscati alla camorra - sottolinea Geppino Fiorenza, referente di Libera Campania - avere dei luoghi dove i giovani possano incontrarsi e discutere liberamente di temi che toccano sfere come quella della legalità e dell’impegno civile. Questo bene confiscato, così come tanti altri sarà utilizzato per diverse attività, per i ragazzi disabili ma anche per avviare vere e proprie tavole rotonde con giovani della città. Pensare che nelle terre confiscate nel casertano insieme a delle cooperative produciamo mozzarelle, vini. Ovvero ottimizziamo questi spazi per creare anche tante opportunità di lavoro per i giovani. Vogliamo essere un punto di riferimento per tutti». Le attività previste dal centro prevedono percorsi che vanno dall’attenzione alla vita quotidiana dei singoli con percorsi individuali, fino all’autogestione domestica. Saranno previste anche attività didattiche, iniziative culturali finalizzati allo sviluppo di competenze e abilità, laboratori di ogni genere, tirocini lavorativi esterni per l’inserimento nel lavoro dei soggetti coinvolti. «Inoltre la casa di Zaza – conclude Fiorenza - diventerà la sede della neonata fondazione Silvia Ruotolo».

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di Valerio Esca
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