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Applicata una sentenza e l'ordinanza del Commissario ad acta

La Gelmini ancora sconfitta: 3000 precari inseriti "a pettine"

Ma la Lega reagisce: "Gli insegnanti divisi in gruppo A e B"

La Gelmini ancora sconfitta: 3000 precari inseriti 'a pettine'
12/04/2011, 15:04

ROMA - Nuova sconfitta legale per il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini: dopo due anni di contenzioso, dopo una sentenza del Tar del Lazio e una strigliata del commissario ad acta al Ministero, per la tardività con cui la sentenza veniva applicata, 3000 docenti precari sono stati inseriti nelle graduatorie "a pettine" e non "in coda". Cioè, parlando in termini più semplici, se un insegnante chiede di essere inserito nelle graduatoria di una provincia diversa da quella di residenza (ne può scegliere tre), non deve essere messo in coda, come previsto da una legge del governo, ma inserite in base al punteggio ottenuto, senza distinzione con coloro che risiedono in quella provincia.
La sentenza che prescrive questo è del 2009, ma tutto era rimasto bloccato fino a quest'anno, quando, nello scorso febbraio, una sentenza della Corte Costituzionale dichiara illegittime le graduatorie di coda. Nonostante la sentenza, il 21 marzo il direttore generale del Ministero dell'Istruzione, Luciano Chiappetta, ha scritto ai provveditori agli studi, specificando che "con riferimento ad eventuali richieste del commissario ad acta relative all'esecuzione delle ordinanze cautelari del Tar Lazio di cui al contenzioso in oggetto, si ritiene di non doversi procedere ai richiesti inserimenti in graduatoria".
Ma il 4 aprile successivo, il commissario ad acta, Luciano Cannerozzi De Grazia, ha scritto a sua volta ai provveditori, dicendo che l'inserimento di coda è stato dichiarato decaduto dalla Consulta e che quindi devono modificare le graduatorie; continuando con l'inerzia, i provveditori avranno la "responsabilità di natura penale, amministrativa e contabile per l'avvenuta omissione di atti d'ufficio e per danno erariale da parte di tutti i responsabili". Per questo Chiappetta, il 7 aprile, in una nuova lettera ai provveditori, annulla quella precedente e dà il via libera alle modifiche alle graduatorie.
Ma la norma, che è stata inserita per una specifica volontà della Lega, che, per i noti motivi di xenofobia e razzismo, non vuole che ci siano insegnanti meridionali al nord, ha già pronta la contromossa: una legge che crei due categorie di precari: quelli che ora sono in graduatoria, rimarranno dove sono; Nel secondo gruppo ci entreranno tutti coloro che verranno abilitati secondo le nuove norme e coloro che, già abilitati, chiedono di insegnare in una Provincia diversa dalla propria. Insomma, gli insegnanti del sud, se vorranno insegnare al nord, dovranno fare un nuovo esame

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di Antonio Rispoli
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