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Ignoranza e voglia di apparire creano l'ennesimo disastro

La Gelmini e "quel tunnel tra il Cern di Ginevra e l'Abruzzo"


La Gelmini e 'quel tunnel tra il Cern di Ginevra e l'Abruzzo'
24/09/2011, 14:09

ROMA - Come ormai sanno tutti, negli ultimi giorni è stata fatta una scoperta che potrebbe rivoluzionare i principi della fisica delle particelle: i neutrini possono viaggiare ad una velocità al di sopra di quella della luce. E si tratta di una scoperta fatta mediante un progetto che coinvolge il Cern di Ginevra e l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e il suo laboratorio sotto il Gran Sasso.
Ed è stata una occasione che il Ministro per l'Istruzione, l'Università e l Ricerca ha deciso di utilizzare per farsi un po' di propaganda. Ma non sapendo nulla di cosa fa la ricerca in Italia (una ricerca che ha ormai finanziamenti pubblici vicini allo zero), sono scappati certi strafalcioni su cui tutta la Rete sta sghignazzando allegramente. Infatti, nel comunicato sta scritto: "Alla costruzione tra il Cern e i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro".
Ora, tralasciamo il fatto che il laboratorio sotto il Gran Sasso è stato terminato a metà degli anni '80 (c'era un parodia di Zichichi fatta da Ezio Greggio, all'interno del programma Drive In, in cui si parlava del laboratorio sotto il Gran Sasso) e quindi questo governo comunque non c'entrerebbe nulla. Ma il punto è che non c'è nessuna galleria lunga 730 chilometri che collega Ginevra e l'Abruzzo. Infatti i neutrini, avendo una massa pari quasi a zero, risentono pochissimo dell'influenza esercitata dalle altre sostanze. Quindi, quando si spara un neutrino attraverso le rocce, esso le attraversa semplicemente. L'esperimento è stato possibile proprio grazie a questa particolarità: da Ginevra all'Abruzzo i neutrini passano sottoterra senza interagire con nulla ed arrivano quasi intatti sotto il Gran Sasso, dove li aspetta una vasca molto speciale che funge da ricevitore, con le pareti di piombo e che contiene acqua e materiale radioattivo. Quando il neutrino colpisce la superfice, emana un rapido lampo (come fosse un piccolo flash di una macchina fotografica, ma molto più debole) che viene recepito, fotografato ed analizzato dagli strumenti presenti.
Altro che tunnel da 45 milioni...

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di Antonio Rispoli
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