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Inutile ricordare, basta guardare ciò che avviene oggi

La Giornata della Memoria... dell'oblio


La Giornata della Memoria... dell'oblio
27/01/2011, 10:01

27 gennaio, Giornata della Memoria, è stata chiamata. Si ricordano le vittime dei campi di concentramento nazisti (in teoria; di fatto si parla solo degli ebrei, che furono uno dei tanti gruppi che vi morirono, insieme ai rom, agli omosessuali, agli slavi - cioè gli abitanti dell'est Europa, dalla Polonia fino alla Russia - e così via), e la data è stata scelta perchè il 27 gennaio 1945 i soldati russi arrivarono al campo di concentramento di Auschwitz. Per la cronaca, il campo era stato abbandonato dai tedeschi da 3 o 4 giorni; i russi arrivarono, scattarono foto, fecero filmati e poi se ne andarono, lasciando le persone lì a morire di fame e di freddo. Solo una piccola parte ebbe la forza, vestita alla men peggio con gli abiti trovati nei depositi del campo di concentramento, di provare a viaggiare verso ovest, nella speranza di raggiungere persone che potessero aiutarli.
Ma, lasciando da parte la teoria, di concreto cosa vedremo oggi? La Giornata dell'Oblio. Una giornata nella quale ci saranno quelle stesse persone che sostengono la guerra e le stragi di civili dire che non bisogna fare guerre e non bisogna fare stragi di civili. Vedremo il Presidente Napolitano e membri del governo, che sostengono la permanenza in Afghanistan di una forza di invasione italiana, piccola, ma che esiste. E, come tutte le forze di invasione, agisce di conseguenza. Vale a dire che ammazzano donne e bambini (quando bombardano un villaggio afgano o sparano colpi di mortaio su un gruppo di civili, le schegge non fanno differenza tra eventuali nemici e civili), quando vogliono rilassarsi vanno nel vicino bordello senza chiedersi come quella dodicenne che stanno per stuprare sia stata portata là, e così via. Ma naturalmente si parlerà di fatti di 80 anni fa, non di oggi.
E naturalmente saliranno sul palco i rappresentanti della comunità ebraica, a ripetere la solita litania: "Guardate 80 anni fa quanto siete stati cattivi, una cattiveria che dovete scontare ancora oggi". Senza naturalmente accennare a quello che oggi è il campo di concentramento più grande del mondo. A cui potrebbero accennare tranquillamente, visto che lo gestisce Israele. E' il campo di concentramento di Gaza: un milione e mezzo di persone, chiuse da un muro gestito al 90% dagli israeliani e per il resto dagli egiziani. Ci sono 14 accessi a quella zona: 13 sono chiusi e sprangati dagli israeliani, uno dagli egiziani. CI sarebbe un quindicesimo accesso, via mare, ma è altrettanto impraticabile: motovedette israeliane attaccano qualsiasi nave si avvicini a meno di 100 Km. dalla riva e sparano cannonate su chiunque si avvicini alla spiaggia o provi a prendere il mare, per esempio per pescare. Inoltre c'è una fascia di rispetto, rispetto al muro di confine: chi si avvicina a meno di un chilometro dallo stesso, rischia di essere colpito dai cecchini israeliani che si divertono a sparare contro chiunque passi a tiro dei loro fucili. Oltre a questo, Israele impedisce l'accesso a gran parte dei mezzi dell'Onu che cercano di portare cibo ai palestinesi (per sfamare tutti servirebbero 400 camion al giorno e ne passano al massimo una ventina); si è impossessata di tutte le sorgenti in territorio palestinese, canalizzando l'acqua verso le città israeliane; e se qualche palestinese riesce a scavare un pozzo e a coltivare un po' di terra, in breve arrivano i soldati con la stella di David che sistemano tutto. Arrivano in un piccolo gruppo (solitamente 8 soldati, una squadra) che all'alba sfonda la porta della casa dello sventurato. Puntando i fucili contro tutti gli occupanti, li legano e li portano fuori, ad assistere allo spettacolo. Un bulldozer militare passa nei campi, distruggendo irrimediabilmente con il suo peso e i suoi cingoli ogni pianta, mentre, se ci sono alberi, questi vengono fatti a pezzi, prima che il bulldozer schiacci tutto.
Questa è la realtà di Gaza, che dimostra come non c'è bisogno di rivangare la storia, per dire "Questo non deve succedere". Poi c'è da stupirsi che Hamas sia così popolare? Perchè è Hamas che riesce a far giungere cibo, medicinali ed acqua a Gaza, attraverso dei tunnel scavati sotto il confine egiziano. Tunnel che sono sempre più difficili da scavare, dato che gli Stati Uniti e la Francia stanno collaborando con l'Egitto per rendere quella frontiera non oltrepassabile. Hanno creato un ulteriore muro, oltre a quello che c'è già, dotato di sensori capaci di percepire le vibrazioni nel terreno. Una volta indivisuata la galleria, hanno speciali cannoni che sparano proiettili capaci di perforare il suolo. Anche i proiettili sono particolari: non esplodono, ma quando trovano uno spazio vuoto nel terremo liberano gas velenosi, condannando a morte chiunque sia in quei tunnel. E di solito ci sono poveri disperati che stanno lavorando per Hamas in cambio di un po' di cibo per sè e i propri familiari.
Se non si parla di tutto questo, se si continua a nascondersi dietro la propaganda pro-Israele dei mass media italiani, si è complici della strage. Alcune settimane fa, mi capitò di leggere un aforisma attribuito a Primo Levi: "Ognuno è ebreo di qualcuno. Oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele". In una discussione che ho avuto con Facebook con un gruppo di sionisti, è stato detto che questa frase non è sua, ed onestamente non so da quale intervista è stata presa. Ma anche se non è dello scrittore, è un aforisma assolutamente vero.

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di Antonio Rispoli
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