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Balotelli nel mirino dei pm per gli incontri coi boss

La Gomorra delle partite truccate

La Procura indaga su Napoli-Parma del 2010

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La Gomorra delle partite truccate
06/06/2011, 10:06

L’ ombra della camorra si allunga sul calcioscommesse. Proprio in questi giorni in cui le inchieste giudiziarie gettano nuove luci sul giro di scommesse clandestine sulle partite di calcio, si fa strada, la concreta ipotesi che i boss della camorra di Napoli, possano aver “condizionato” alcune partite. Secondo i pm, infatti, il clan camorristico degli scissionisti avrebbe puntato in maniera cospicua sulla gara tra Napoli e Parma del 10 aprile 2010, scommettendo sulla sconfitta dei padroni di casa. E vinsero: l'incontro finì 3-2 per gli emiliani. Questo è quanto emerge da una informativa del giugno scorso che i carabinieri di Castello di Cisterna hanno consegnato alla direzione distrettuale antimafia della procura di Napoli. «Diverse squadre sono coinvolte nel mondo delle scommesse clandestine». Nel documento si sottolinea che «nel lotto G di Scampia» esiste una «struttura associativa capeggiata da Eduardo Fabbricino» che gestisce per conto del clan degli Scissionisti «un ampio traffico di stupefacenti tra le zone di Secondigliano, Melito e Giugliano in Campania» ma anche «il cosiddetto gioco clandestino». In questo contesto le indagini hanno permesso di accertare il coinvolgimento nel mondo delle scommesse clandestine, e quindi di partite truccate, di diverse squadre di calcio le quali, attraverso la complicità di alcuni calciatori e procuratori legali comunicavano al clan degli Scissionisti l'esito della partita.
Ad avvalorare l’ipotesi investigativa di un legame tra la camorra dell’area nord di Napoli e l’ ambiente calcistico, incentrato per lo più sul calcio-scommesse, vi è un ulteriore significativo dato, la presenza dell'ex calciatore dell’Inter Mario Balotelli nel rione dei Puffi , a Scampia, nella mattinata dell’8 giugno 2010 in compagnia di due elementi di spicco di due dei più potenti clan della periferia nord di Napoli, ovvero Salvatore Silvestri, del clan Lo Russo e Biagio Esposito, del clan degli Scissionisti. Ma Balotelli non ci sta ad essere accostato a quelle persone «Non sapevo affatto chi fossero quelle persone, quel giorno a Napoli per strada c'era sempre molta gente intorno a me», si difende adesso l'attaccante del City, infuriato con chi lo ha accompagnato in quella occasione. Nonostante le parole di difesa del calciatore sembra però chiaro che il mondo del “grande calcio” continui a mantenere dei loschi rapporti con la criminalità organizzata.

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di Ilaria Nacciarone
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