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La guardia di finanza sequestra datteri di mare al molosiglio


La guardia di finanza sequestra datteri di mare al molosiglio
22/01/2013, 12:04

Una vedetta della Stazione Navale di Napoli, impegnata in una ordinaria crociera di sorveglianza lungo la costa napoletana, ha individuato, nei pressi del Molosiglio due natanti sospetti, ancorati a una certa distanza dalla costa e senza persone a bordo.

I finanzieri presumendo che si stesse perpetrando dell’attività di pesca illecita, hanno tenuto sotto controllo da discreta distanza le imbarcazioni, allertando una pattuglia a terra e atteso il momento che i pescatori subacquei salissero a bordo e facessero ritorno a riva, per intervenire.

A Napoli, infatti, la pesca di frodo viene solitamente praticata da soggetti esperti, in grado di accorgersi per tempo di eventuali controlli e di liberarsi, quindi del pescato, unico elemento di prova idoneo a qualificarne la responsabilità.  Quando i pescatori sono risaliti a bordo per riguadagnare la riva, la vedetta delle Fiamme Gialle è intervenuta assieme ai  militari della pattuglia a terra, impedendo ogni via di fuga ai responsabili e scongiurando qualsiasi tentativo di liberarsi del pescato.

A bordo sono stati ritrovati sedici chili di datteri di mare (Lithophaga lithophaga), oltre a sette chili di altri molluschi bivalvi

i due responsabili, i fratelli A.V. e A.P, napoletani, già gravati da precedenti specifici, sono stati denunciati alla competente autorità giudiziaria.

Il pescato, destinato ad essere venduto al mercato nero, è stato sequestrato e distrutto. I militari hanno sequestrato anche l’attrezzatura da immersione e da pesca utilizzata.

La pesca del dattero di mare è possibile soltanto attraverso la frantumazione di un ampio tratto di scogliera o fondale e l’alterazione e distruzione non solo del sistema di vita a esso legato ma di tutto l’ecosistema pelagico circostante.

Tra i bivalvi, il dattero è quello che cresce più lentamente, ci vogliono sino a 80 anni prima che il mollusco raggiunga il suo pieno sviluppo, 8-10 cm. di lunghezza. Il lento ciclo vitale del mollusco ne rende impossibile l’allevamento e induce i datterai professionisti a saccheggiare tratti di costa sempre nuovi, distruggendo ettari di fondale e riducendo al tempo stesso la produzione di nuove larve. Lo sfruttamento, avviene per colpa di un ristretto numero di soggetti sostanzialmente noti alle forze dell’ordine e più volte intercettati e denunciati. Solitamente 1 kg. di datteri può essere acquistato al mercato nero per una cifra che oscilla, a seconda del periodo dell’anno, dai 100 ai 300 euro.

Molti ristoranti, incuranti dei divieti, offrono sottobanco con grande disinvoltura piatti a base di datteri, rendendo i clienti l’ultimo, talvolta inconsapevole, ma solitamente complice, anello di una redditizia catena di illegalità.

La pena prevista per chi pesca, detiene e commercia datteri di mare prevede una multa elevata, ma anche l’arresto da un mese a un anno.

La presenza costante di unità navali ed aree del Reparto Operativo Aeronavale di Napoli della Guardia di Finanza nelle acque costiere della Campania, prioritariamente per l’adempimento dei compiti istituzionali di polizia economico - finanziaria sul mare e lungo la costa, garantisce altresì la tutela delle risorse biologiche marine ed il disciplinato esercizio della pesca nel Golfo di Napoli.

I numerosi interventi effettuati dai finanzieri del citato Reparto navale nella fascia marittima costiera di competenza, nel solo 2012, hanno portato al sequestro di oltre tre tonnellate di prodotti della pesca illegale.

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di Redazione
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