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La Guardia di Finanza traccia il consuntivo del 2011 in Campania


La Guardia di Finanza traccia il consuntivo del 2011 in Campania
08/02/2012, 15:02

Il Comandante Regionale Guardia di Finanza Campania, Generale di Divisione Giuseppe MANGO, ha illustrato oggi i risultati dell’attività svolta nel 2011 dalle Fiamme Gialle in Campania, in occasione del tradizionale incontro con i rappresentanti degli organi di informazione, ai quali ha rivolto un cordiale saluto ed un particolare ringraziamento per la sensibilità e la professionalità con cui seguono, quotidianamente, le operazioni di servizio e i temi che riguardano la Guardia di Finanza. Sono intervenuti all’evento, altresì, il Comandante Provinciale Guardia di Finanza di Napoli, Generale di Brigata Giuseppe Grassi, ed il Comandante del Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, Tenente Colonnello Alberto Catone.

Per i circa 5.000 finanzieri in servizio in Campania, il 2011 è stato un anno impegnativo, caratterizzato dal conseguimento di ancor più importanti risultati operativi, in tutti i settori in cui si esplica l’attività istituzionale del Corpo, quale polizia finanziaria, posta a tutela delle entrate e delle uscite dello Stato, degli Enti pubblici territoriali e dell’Unione europea, ed economica, volta alla salvaguardia dei diritti dei cittadini, delle regole di funzionamento del mercato, della libera concorrenza e del sistema creditizio e del risparmio.

L’attività si è sviluppata, pertanto, nell’ambito delle linee programmatiche governative, lungo cinque direttrici principali: la lotta all’evasione fiscale, il controllo sulla spesa pubblica, il contrasto della criminalità organizzata e l’aggressione dei patrimoni illeciti, la vigilanza valutaria e creditizia e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e delle regole del mercato. Non sono mancati i risultati negli altri settori operativi, nei quali il Corpo opera sempre nell’ottica di mantenere alta la cultura della legalità e di contrastare tutti i comportamenti che minano, in senso generale, la competitività del “sistema Paese”.

Prima di passare ai dettagli dei diversi comparti, alcuni dati puramente statistici possono fornire una prima idea dell’operato delle Fiamme Gialle: nel 2011 il Corpo ha accertato, in Campania, 37.807 violazioni penali ed amministrative, dalle quali sono scaturite, tra l’altro, 9.693 denunce a piede libero e 886 in stato di arresto alle varie Autorità Giudiziarie.

Obiettivo strategico primario si conferma il contrasto dell’evasione fiscale e contributiva, realizzato valorizzando ulteriormente le potenzialità offerte dalle moderne tecniche investigative che, anche in questo comparto, fanno tesoro del patrimonio informativo acquisito per mezzo del controllo economico del territorio, delle banche dati disponibili, della collaborazione amministrativa con le Autorità fiscali straniere e delle accurate analisi ed elaborazioni condotte dai Reparti speciali. Sono state così individuate le categorie di operatori economici che presentavano maggiori indizi di “pericolosità fiscale”, anche monitorando la presenza di indici di capacità contributiva, quali il possesso di beni di lusso e di altre manifestazioni palesi di ricchezza, non congrui con i redditi dichiarati.


Il piano di azione predisposto per il contrasto dell’evasione fiscale ha, in sintesi:

- migliorato l’efficacia degli interventi, attraverso l’applicazione di collaudate metodologie di controllo, nonché la ricerca e repressione dei fenomeni evasivi più rilevanti: economia sommersa, frodi fiscali (sovente attuate mediante artifizi documentali e fatture a fronte di operazioni inesistenti), soprattutto all’I.V.A. intracomunitaria, perpetrate attraverso l’interposizione fittizia di imprese fantasma - c.d. frodi carosello -, evasione fiscale internazionale, sia sotto l’aspetto dell’esterovestizione (fittizia residenza all’estero di persone fisiche e società), che dell’omessa dichiarazione delle ricchezze accumulate e detenute all’estero;

- consolidato le già efficaci sinergie con le Agenzie fiscali (Agenzie delle Entrate e delle Dogane), con gli Agenti della riscossione (società Equitalia) e con gli Organi periferici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Direzione Regionale e Provinciali del Lavoro), nell’ottica di incrementare la c.d. tax compliance, adesione volontaria agli obblighi fiscali, sia sotto il profilo degli adempimenti che del versamento delle imposte dovute.

Tale attività – articolatasi con l’esecuzione di 8.749 verifiche, accertamenti patrimoniali e controlli fiscali – ha consentito di scoprire redditi sottratti a tassazione per circa 2,6 miliardi di euro, violazioni all’I.V.A. per oltre 900 milioni di euro e dell’I.R.A.P. per più di 54 milioni di euro: risultati che confermano l’esistenza di rilevanti sacche di economia sommersa e la conseguente necessità di perseverare nelle incisive azioni di contrasto intraprese, al fine di assicurare il contributo, da parte di tutti, alla formazione del gettito fiscale.

Particolare attenzione è stata rivolta:
 al contrasto della cosiddetta “economia sommersa”, nel cui ambito sono stati scoperti 701 evasori totali, soggetti completamente sconosciuti al fisco - che avevano sottratto alla tassazione diretta materia imponibile per circa 1,4 miliardi di euro ed I.V.A. per 222 milioni di euro - nonché di 1.361 lavoratori “in nero” e 1.335 “irregolari”, con il conseguente recupero di ritenute fiscali per oltre 26,3 milioni di euro (+27,67% rispetto al 2010) e di contributi previdenziali ed assistenziali per più di 3,5 milioni di euro. I risultati conseguiti abbracciano numerosissime tipologie di “sommerso”. A mero titolo di esempio, si può citare il caso dell’imprenditore edile sannita, scoperto dalla Brigata di San Bartolomeo in Galdo, che sistematicamente “dimenticava” di presentare le dichiarazioni, pur avendo incassato 13 milioni di euro, tra il 2006 ed il 2010, oppure dell’impresa che commercializzava generi alimentari nel salernitano, scovata dalla Compagnia di Agropoli, che, sempre in nero, percepiva introiti per oltre 32 milioni di euro non dichiarandoli;
 al mondo delle arti e delle professioni. Nei confronti di artisti e professionisti sono state condotte 228 verifiche fiscali, che hanno permesso di recuperare a tassazione un imponibile ai fini delle II.DD. di circa 90 milioni di euro ed I.V.A. per 15,7 milioni di euro. Qualche dato di dettaglio: sono stati verificati 19 ragionieri e commercialisti - di cui 5 evasori totali -, recuperando a tassazione 44 milioni di euro di imponibile IRPEF e circa 9 milioni di euro di I.V.A., 72 avvocati – di cui ben 15 evasori totali -, con recuperi pari a 20,3 milioni di euro di imponibile IRPEF e 3,1 milioni di euro di I.V.A., 41 medici – di cui 6 evasori totali -, scoprendo 5,3 milioni di euro di imponibile IRPEF evaso, nonché 20 artisti – di cui 8 evasori totali -, rilevando 1,8 milioni di euro di imponibile IRPEF e 350.000 euro di I.V.A. evasi.


La repressione delle violazioni tributarie più gravi, sovente connesse all’azione delittuosa di vere e proprie organizzazioni criminali dedite alle frodi fiscali, ha visto la denuncia di 1.901 persone (+74% rispetto al 2010), delle quali 53 tratte in arresto (con un incremento di oltre tre volte rispetto al 2010). In merito, in applicazione delle vigenti norme che, a partire dal 2008, consentono di aggredire i patrimoni degli evasori responsabili di reati fiscali, è stato possibile procedere al sequestro, finalizzato alla confisca obbligatoria dei valori corrispondenti alle imposte evase, di beni e disponibilità finanziarie per un controvalore pari ad oltre 62,2 milioni di euro (dato quasi triplicato rispetto al 2010), tra cui spiccano 160 unità immobiliari, nonché terreni per circa 97.000 mq complessivi.


Queste frodi sono particolarmente insidiose, poiché realizzate attraverso complessi meccanismi volti a creare un'apparenza di regolarità. Tipico strumento è la creazione di imprese fantasma, le cd. “cartiere”, utilizzate per creare vorticosi giri di fatturazioni per operazioni inesistenti, poi contabilizzate da imprese realmente esistenti, al fine di ridurre l'imponibile fiscale, che, così, non solo evadono le imposte, ma, praticando prezzi ben al di sotto di quelli di mercato, arrecano gravi distorsioni alla libera concorrenza.


La scoperta di una singola organizzazione dedita a queste pratiche illecite richiede complesse investigazioni che possono essere sviluppate solo dalla Guardia di Finanza, unico Organo dello Stato dotato degli strumenti necessari a contrastare le articolate fenomenologie che caratterizzano tutte le forme di criminalità economica, grazie ad un sistema di attribuzioni e di poteri amministrativi che coesiste e si integra perfettamente con le funzioni di polizia giudiziaria, alla presenza diffusa sul territorio in grado di cogliere i segnali di illegalità, alla tecnologia che permette di analizzarli, alla possibilità di investigare i flussi finanziari per farne emergere la reale natura, fattori che efficacemente combinati, consentono al Corpo, in sintesi, di operare secondo un approccio trasversale, in grado di scoprire e disarticolare la realtà criminale che si cela dietro qualsiasi artificiosa, apparente struttura commerciale o contabile, assicurando alla giustizia i relativi responsabili ed aggredendo i relativi patrimoni illecitamente accumulati.



Una volta completata l’azione investigativa, il naturale corollario è il recupero a tassazione delle ingentissime risorse sottratte all’Erario. E’ bene evidenziare che ogni singola operazione consente di accertare importi incomparabilmente superiori rispetto a quelli riscontrabili a seguito delle ordinarie verifiche nei confronti di singoli contribuenti. Infatti, se l’individuazione di soggetti possessori di beni di lusso, siano essi immobili, imbarcazioni, autovetture o aeromobili, incompatibili con i redditi dichiarati, ovvero di evasori totali, seppure fondamentale nella generale strategia dell’Amministrazione Finanziaria, porta a far emergere imponibili che possono anche essere di alcuni milioni di euro, la repressione di fenomeni di frode fiscale, di contro, permette di scoprire vere e proprie “voragini” ammontanti a decine, ma anche a centinaia, di milioni di euro. Qualche esempio, tratto dalle risultanze delle molteplici investigazioni condotte nel 2011, può essere illuminante in proposito:
 a febbraio, il Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta ha arrestato 5 persone, collegate al clan dei “Casalesi”, che avevano realizzato un’ingente frode fiscale, coinvolgente 80 imprese attive nei settori della produzione e commercializzazione del calcestruzzo ed edile, sequestrando beni per 15 milioni di euro;
 a marzo, la Compagnia di Portici ha concluso una brillante operazione nei confronti di 6 imprese operanti nel settore della coibentazione e degli isolanti termici per fabbricati, scoprendo una frode fiscale da 14 milioni di euro, con conseguente denuncia di 8 responsabili;
 sempre a marzo, a conclusione delle indagini relative all’operazione “Parafiscalia”, il I Gruppo Napoli ha disarticolato un’organizzazione criminale, gestita da professionisti contabili, che aveva consentito a più di 700 contribuenti, persone fisiche, con la compiacenza dei responsabili di alcuni Centri di Assistenza Fiscale (CAF) partenopei, di ottenere indebite detrazioni d’imposta attraverso l’inserimento nelle dichiarazioni dei redditi, modello 730, di false spese mediche;
 a maggio, la Compagnia di Benevento, ha denunciato i 2 titolari di 5 diverse aziende, esercenti il commercio di legname, che avevano frodato il fisco per oltre 22 milioni di euro;
 a luglio, la Tenenza di Ariano Irpino, nell’ambito dell’operazione denominata “Iron cash”, ha posto fine ad una frode fiscale da 20 milioni di euro, ideata da 7 soggetti, tutti denunciati, di cui 3 arrestati, realizzata attraverso 8 società impegnate nella commercializzazione del ferro e dei suoi derivati, procedendo anche al sequestro di beni per circa 5 milioni di euro;
 ad agosto, la Tenenza di Sapri ha denunciato 42 persone, di cui 7 arrestate, autrici di una frode fiscale da 650 milioni di euro, riguardante 33 aziende del comparto edile ed immobiliare.

Le indagini in materia di reati societari e fallimentari, che spesso si affiancano alle violazioni di carattere fiscale, hanno consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria 355 persone (+40,32% rispetto al 2010), di cui 67 tratte in arresto (+86% rispetto al 2010).


Le Fiamme Gialle campane, inoltre, continuano a riservare particolare attenzione, ai cd. controlli strumentali (sulla certificazione dei corrispettivi incassati), finalizzati ad assicurare il rispetto dell’obbligo di emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale da parte dei commercianti al minuto e dei soggetti che erogano prestazioni di servizi ai privati. Nel corso del 2011, nell’ambito della consueta, quotidiana e capillare azione di servizio condotta in tutto il territorio regionale, tanto nelle note località turistico-balneari che nei centri dell’entroterra, sono stati eseguiti 34.736 controlli, 23.443 dei quali conclusisi con la constatazione di irregolarità, pari al 67,49 % dei casi (percentuale che nella Provincia di Napoli supera il 70 %), concentrati nel commercio, soprattutto di generi di abbigliamento, negli esercizi di vendita di generi alimentari e di largo consumo, nonché nel settore turistico-alberghiero, delle riparazioni di autoveicoli e dei servizi alla persona. In proposito, nei confronti dei soggetti che hanno commesso reiterate violazioni della specie, sono state inoltrate all’Agenzia delle Entrate ben 873 proposte di chiusura dei locali aziendali: 370 sono stati i provvedimenti eseguiti.


L’attività che completa il quadro d’azione contro l’evasione fiscale è quella del controllo economico del territorio, durante la quale le pattuglie rilevano, costantemente, quegli indici di capacità contributiva che possono essere rivelatori di un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati. Sono così stati identificati ben 2.780 possessori di beni di lusso (2.576 autovetture di grossa cilindrata e 204 imbarcazioni).


La tutela degli interessi erariali si è concretizzata, altresì, nel contrasto del contrabbando di prodotti petroliferi ed in mirati interventi nei settori delle accise, degli spiriti e delle imposte di consumo in genere. In tale comparto, sono state denunciate 362 persone per violazioni penali, di cui 18 arrestate, con conseguente sequestro di circa 360 tonnellate di idrocarburi e di 28 automezzi.
Gli sviluppi investigativi hanno permesso di accertare il consumo in frode di oltre 13.800 tonnellate di prodotti petroliferi, nonché un’evasione delle corrispondenti imposte per circa 21 milioni di euro.
Particolarmente significativa, nel comparto, l’operazione “Macchia d’olio” con la quale, nel luglio scorso, il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli ha represso una complessa frode, coinvolgente 40 imprese del settore, denunciando 60 persone, di cui 10 arrestate, e sequestrando beni per oltre 50 milioni di euro.


Parimenti importante, per la tutela del bilancio dello Stato, è il controllo della spesa pubblica, settore nel quale i Reparti campani hanno mantenuto, anche per l’anno passato, alto il livello di attenzione sia nei confronti dei cd “falsi poveri”, che verso le imprese, contrastando i comportamenti illeciti volti ad ottenere indebite concessioni di fondi ed agevolazioni.

In particolare, le indebite percezioni di finanziamenti comunitari e nazionali scoperte ammontano a oltre 31,4 milioni di euro ed hanno portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria di 1.308 persone. E’ stata, inoltre, bloccata l’erogazione di circa 15 milioni di euro di finanziamenti già richiesti ma non ancora liquidati. L’approccio investigativo è stato volto, anche in questo caso, oltre che alla repressione delle violazioni, all’aggressione dei patrimoni illecitamente costituiti, come testimoniano i quasi 9 milioni di euro di beni sottoposti a sequestro, tra cui ben 110 immobili.







Le frodi al bilancio comunitario scoperte hanno riguardato, soprattutto, i fondi strutturali, con specifico riferimento al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (principalmente aiuti alle piccole e medie imprese ed a quelle artigiane) ed al Fondo Sociale Europeo (soprattutto nel settore dei corsi di formazione), per percepire i quali venivano adottati artifici contabili volti a far figurare, anche attraverso false fatturazioni, l’esistenza di investimenti mai realizzati.

Sul fronte della spesa nazionale si sono registrate numerose frodi sia nel settore degli incentivi alle imprese, che delle erogazioni di natura sociale e previdenziale. Tra i numerosi interventi condotti, si citano, a titolo esemplificativo:
 il “non vedente” arrestato dalla Compagnia di Caserta, nell’aprile scorso, mentre alla guida della sua autovettura, circolava tranquillamente per la città;
 l’individuazione, lo scorso giugno, da parte del Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino, a conclusione dell’operazione “Welfare”, di un peculiare sistema di frode in danno del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso il quale venivano posti a carico della collettività interventi di chirurgia estetica, facendoli risultare quali operazioni necessarie per curare gravi patologie cliniche. I 22 responsabili, tra dirigenti, medici e paramedici in servizio presso un locale nosocomio, 6 dei quali tratti in arresto, avevano provocato un danno quantificabile in 364.000 euro;
 l’irreprensibile casalinga, scoperta nel giugno giugno, dai militari della Compagnia di Casalnuovo, che aveva incassato, senza averne titolo, le pensioni del padre e della zia, deceduti, rispettivamente, 7 e 9 anni prima, appropriandosi così di oltre 220.000 euro, ed alla quale sono quindi stati sequestrati due appartamenti,
ma anche i controlli sulle autocertificazioni prodotte per ottenere esenzioni/riduzioni o altri benefici forniti dagli Enti locali, come i contributi per i canoni di locazione per i meno abbienti, o dall’INPS, quali le indennità di accompagnamento o di disoccupazione agricola.
Particolarmente importante è stata, in tale comparto, la recente stipula di un apposito protocollo d’intesa con l’Università Federico II di Napoli, diretto a riscontrare, a campione, l’effettivo diritto, da parte degli studenti iscritti all’Ateneo, alla riduzione delle tasse universitarie per requisiti di reddito. I controlli, recentemente avviati, hanno finora riguardato 137 posizioni, riscontrando irregolarità – con conseguente applicazione delle previste sanzioni, penali ed amministrative, nonché recupero delle somme indebitamente non versate – in 28 casi (20,43%). Anche qui la platea di “falsi poveri” è alquanto varia, andando dalla studentessa cilentana, figlia di un amministratore locale, che “non ricordando” di abitare con i genitori e di essere inserita nel medesimo stato di famiglia, aveva attestato falsamente che il proprio nucleo familiare aveva redditi bassissimi, ottenendo di essere inserita nella I^ fascia di contribuzione (la più bassa) anziché nella XVI^ realmente spettantele, alla figlia del cardiologo partenopeo che “dimenticando” parte dei redditi dichiarati dai genitori e gli immobili dagli stessi posseduti, beneficiava indebitamente di un forte “sconto” sulle tasse universitarie.

Si considerino, inoltre, tutte le attività che il Corpo pone in essere, anche attraverso il consolidato rapporto di collaborazione con gli Organi della Giustizia contabile, al fine di contrastare la mala gestio della cosa pubblica. La lotta agli sprechi ed alle inefficienze della Pubblica Amministrazione ha anche consentito di segnalare alla Corte dei Conti quasi 252 milioni di euro di danni erariali causati da 521 soggetti, individuati a seguito delle indagini condotte, nei confronti dei quali sono stati eseguiti sequestri di disponibilità finanziarie per quasi un milione di euro e 6 immobili.

Numerosi, poi, i reati di corruzione, concussione ed abuso d’ufficio scoperti, che hanno dato luogo alla denuncia di 195 responsabili, dei quali 44 arrestati.

Il secondo obiettivo strategico perseguito è stato il contrasto della criminalità organizzata, attuato essenzialmente mediante la ricostruzione e disarticolazione dell’assetto patrimoniale, economico e finanziario dei sodalizi criminali. A tal fine sono state eseguite, oltre a “classiche” investigazioni di polizia, accurate indagini patrimoniali e bancarie. Complessivamente, su tale versante, sono stati svolti accertamenti nei confronti di 1.305 soggetti, pervenendo alla denuncia di 148 persone, delle quali 16 arrestate, per reati di associazione per delinquere di stampo mafioso e violazione delle normative antimafia, nonché sequestrati beni (immobili, aziende, autovetture, disponibilità finanziarie, ecc..) per oltre 336 milioni di euro.

Alla lotta contro la criminalità organizzata, la Guardia di Finanza fornisce il proprio contributo, mettendo in campo il meglio delle proprie professionalità e competenze, schierando sia le speciali Unità G.I.C.O. (Gruppi Investigativi Criminalità Organizzata) che i Reparti territoriali.

L’attività di contrasto è stata rivolta anche ai settori tradizionalmente connessi ai fenomeni di criminalità organizzata.

Per quanto riguarda il riciclaggio dei proventi da attività illecite sono state denunciate 198 persone, di cui 26 tratte in arresto, con conseguente sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 7,7 milioni di euro. Per usura sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 84 persone, delle quali 27 tratte in arresto, e sequestrati beni per un valore complessivo di 16 milioni di euro. Particolarmente allarmanti, per le loro caratteristiche di insidiosità e di turbativa del corretto accesso del pubblico al credito, alcuni casi di usura bancaria, commessa, cioè, dagli stessi responsabili e funzionari di alcuni Istituti bancari, scoperti dal Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta e dalla Tenenza di Cava De’ Tirreni.

Incessante è stata la lotta alla droga, nel cui contesto va menzionato, sicuramente, il crescente fenomeno delle piantagioni illegali di cannabis in estesi appezzamenti di terreno – un tempo destinati alle coltivazioni agricole, ubicati principalmente in provincia di Caserta, ma anche nell’hinterland napoletano – scoperti, grazie ad una sinergica interazione tra la componente aerea del Corpo, che ha curato attente ricognizioni con i propri elicotteri, e quella terrestre. A ciò si affiancano gli altrettanto rilevanti fenomeni di consumo, detenzione, spaccio e traffico, il cui contrasto si è sviluppato sia a livello locale, sia attraverso indagini nei riguardi di organizzazioni operanti sulle grandi rotte internazionali (soprattutto penisola iberica e Sud America), che hanno condotto al sequestro di oltre 2,3 tonnellate di stupefacenti, di 124 automezzi impiegati negli illeciti traffici, alla denuncia di 476 responsabili, dei quali 296 arrestati, ed alla segnalazione alle competenti Autorità prefettizie di 1.454 assuntori.

Il contrabbando di tabacchi lavorati esteri rappresenta, nella nostra regione, un'attività criminosa sempre più preoccupante. L'azione repressiva si è concentrata sull'individuazione dei canali di approvvigionamento e di distribuzione delle sigarette di contrabbando, provenienti soprattutto dai Balcani, portando al sequestro di oltre 20 tonnellate di tabacchi lavorati, di 39 automezzi e alla segnalazione alla Magistratura di 741 persone, di cui 86 tratte in arresto.
Ulteriore settore attenzionato è stato quello dei giochi e delle scommesse illegali. Agenzie abusive, bische clandestine, videopoker truccati ed altre attività similari sono stati contrastati con decisione, allo scopo di proteggere i consumatori e le loro famiglie da proposte di gioco pericolose, che gravi danni provocano alle economie domestiche, nonché di tutelare gli esercenti regolari e di contrastare, al contempo, l’evasione fiscale: 506 le persone denunciate e sequestrati oltre a 2.214 congegni ed apparecchi elettronici, 16 immobili, tra cui terreni per oltre 100.000 mq.. Estremamente proficua, in questo settore, si è dimostrata la sinergia con l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, sia sotto il profilo della collaborazione operativa, che dello scambio di informazioni ed esperienze.

La Guardia di Finanza ha esercitato, altresì, una costante vigilanza valutaria e creditizia, riservando una particolare attenzione agli illeciti che possono mettere a rischio la solidità e la trasparenza dei movimenti di capitale nel circuito economico-finanziario. La presenza ispettiva è stata assicurata mediante l’approfondimento di 979 segnalazioni per operazioni finanziarie sospette, ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 231/2007 (concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio per finalità criminose e terroristiche), delle quali circa la metà hanno condotto a rilevare irregolarità legate a movimentazioni di denaro pari a oltre 83 milioni di euro. Al fine di contrastare il fenomeno dell’abusivismo finanziario, i Nuclei di polizia tributaria hanno svolto un costante monitoraggio degli intermediari finanziari e dei money transfer, secondo le prescrizioni dettate dal testo unico sulla legge bancaria, eseguendo 25 ispezioni. I soggetti denunciati per esercizio abusivo di attività bancaria e finanziaria sono stati 46.

In tale ambito, particolare impulso ha avuto la prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni in materia di falsità in banconote, monete, valori, titoli e mezzi di pagamento elettronici. Oltre al sequestro di valuta, europea ed extracomunitaria, nonché di valori bollati contraffatti, si è pervenuti alla denuncia di 151 responsabili, di cui 7 in stato di arresto.

La Guardia di Finanza è, altresì, la Forza di Polizia alla quale il D.Lgs. 68/2001 ha, in via prioritaria, conferito la responsabilità della tutela dei diritti di proprietà intellettuale, dei marchi e dei diritti di privativa industriale, nonché delle regole del mercato e della libera concorrenza.

Peculiari e flessibili metodi di intervento mantengono elevata l’azione di contrasto dell’industria del falso, sia all’atto dell’importazione dei prodotti illegali - provenienti soprattutto a mezzo container dal sud-est asiatico - che nelle fasi della produzione e della commercializzazione. L’alta moda, l’industria dell’abbigliamento e degli accessori si sono confermati i settori maggiormente “a rischio contraffazione”. Gli interventi operati in tale contesto, volti a smantellare intere filiere illecite, gestite da strutturate organizzazioni criminali, spesso sotto il controllo diretto o indiretto dei clan, hanno consentito il sequestro di oltre 6 milioni di articoli merceologici recanti marchi contraffatti, false dichiarazioni di origine o non rispondenti ai requisiti sulla sicurezza dei prodotti, tra i quali numerosi i giocattoli. Deferite all’Autorità Giudiziaria, per i connessi reati, 1.277 persone, di cui 106 arrestate. Al riguardo, applicando gli incisivi strumenti voluti dal legislatore per lo sviluppo delle investigazioni e l’aggressione dei patrimoni illeciti, mutuati dalla normativa antimafia, sono stati sottoposti a sequestro 76 tra opifici e depositi clandestini, nonché oltre 9.500 tra macchinari ed attrezzature industriali, utilizzati per l’illecita produzione e commercializzazione.
Per violazioni alla normativa sul diritto d’autore, sono state denunziate 321 persone, di cui 43 tratte in arresto, nonché sequestrati 438.502 supporti audiovisivi illecitamente duplicati, 104.000 tra files audiovisivi e software pirata, 587.324 copie di libri e pubblicazioni illegalmente prodotte, più di 1.600 strumenti per la duplicazione, nonché 14 immobili, nei quali erano ubicati i depositi e le centrali di masterizzazione e riproduzione del materiale illegale.

Particolarmente importante, inoltre, nell’ultimo scorcio dell’anno, l’operazione condotta dalla Compagnia di Agropoli che ha portato al sequestro di 7 siti di file sharing, appartenenti ad un unico network illegale, rivelatosi essere un vero e proprio supermarket della pirateria, con oltre 136 mila utenti iscritti e 31.360 opere coperte da copyright messe illecitamente in condivisione. Tali siti web, presentati sotto forma di forum dedicati alla raccolta, indicizzazione e diffusione di materiale online - caratterizzati da una media di circa 550.000 accessi mensili, da parte di utenti perlopiù italiani (circa il 97 %) -, offrivano la possibilità di effettuare il download di un amplissimo numero di prodotti cinematografici, libri, riviste, serie TV, cartoni animati, videogiochi, software e musica, oltre che di contenuti a carattere pornografico. All’atto del sequestro, si sono rilevate, perfino, alcune c.d. pre-release di videogiochi non ancora posti in commercio, nonché di un cd inedito di una famosa cantante italiana, di livello internazionale, solo successivamente pubblicato. Sono in corso gli opportuni approfondimenti, volti sia alla quantificazione dei proventi illeciti, da recuperare a tassazione, che all’identificazione degli ulteriori responsabili che avevano illecitamente condiviso sul web le decine di migliaia di opere tutelate dal diritto d’autore.

Gli interventi negli altri settori operativi hanno, dal canto loro, permesso di reprimere innumerevoli violazioni alle norme poste a tutela del patrimonio dello Stato e della collettività.

In particolare, relativamente alla tutela del patrimonio indisponibile e dei beni demaniali, i Reparti della Campania – con il prezioso apporto della componente aereonavale, che assicura in ogni circostanza ricognizioni, rilevamenti videofotografici terrestri, marittimi e fluviali - hanno attuato un efficiente dispositivo volto alla:

- tutela ambientale, individuando e contrastando le lucrose attività della criminalità, anche organizzata, legate allo smaltimento di rifiuti, nonchè effettuando controlli specifici presso aziende che operano nel settore, ovvero che producono emissioni inquinanti. Gli interventi hanno fatto registrare irregolarità a carico di 569 soggetti, di cui 483 denunciati e 21 tratti in arresto. In tale ambito, sono state sequestrate 53 aree adibite a discariche abusive e autodemolizioni, per complessivi 193.782 mq., in cui erano state illecitamente sversate circa 62 mila tonnellate di rifiuti industriali e rottami metallici. Sono stati, inoltre, sequestrati 114 immobili ed aree per ulteriori 389.000 mq., interessati da violazioni sia ambientali che edilizie;

- conservazione del patrimonio artistico e culturale, nel cui ambito, oltre al tradizionale contrasto del traffico di opere d’arte e di reperti archeologici, che ha portato alla denuncia di 12 persone ed al sequestro di 31 pezzi di eccezionale valore artistico-archeologico, risalenti dal I al IV sec. D.C., sono stati acquisiti elementi informativi utili agli sviluppi tributari.





Specie nell’ultima parte dell’anno, lo sforzo operativo ha riguardato anche la repressione delle violazioni in materia di illecita fabbricazione, detenzione e commercializzazione di prodotti esplodenti, che si è affiancata ad altre attività già condotte nel settore delle armi, munizioni ed esplosivi. In tale comparto, sono state denunciate 80 persone, delle quali 21 tratte in arresto, e sottoposte a sequestro oltre 10 tonnellate di esplosivi e fuochi pirotecnici illeciti, 248 armi da fuoco e bianche, nonché 3.399 munizioni.

Certamente meritoria è l’attività della componente aeronavale, alla quale sono demandati anche compiti di concorso alla sicurezza in mare e di vigilanza sulle norme del codice della navigazione e della pesca. Nel corso di 1.336 missioni aeree e navali, sono state tratte in salvo 15 persone disperse in mare, riscontrate 576 violazioni al codice della navigazione, alla normativa in materia di pesca marittima ed alle leggi sanitarie a tutela della salute pubblica, denunciate 106 persone e sequestrate oltre 82 tonnellate di prodotti ittici e alimentari, nonché 5 imbarcazioni utilizzate per la pesca abusiva.

In conclusione, il 2011 è stato un anno molto impegnativo, ma costellato di importanti risultati per le Fiamme Gialle della Campania, presenti attivamente sul territorio e sempre attente alle esigenze della collettività. Tale attenzione è ulteriormente dimostrata dalle oltre 22 mila pattuglie, impegnate in servizi di controllo del territorio, che hanno visto anche la repressione di reati comuni, perpetrati da 239 persone colte in flagranza di delitti contro il patrimonio, quali furti e rapine, di cui 28 arrestate, svolti nell’ambito del dispositivo collegato al numero di pubblica utilità 117, al quale la popolazione campana si è rivolta con circa 3.600 chiamate.

Uno sguardo al presente ed un cenno agli obiettivi che la Guardia di Finanza si prefigge a livello centrale per il 2012.

Anche quest’anno il Corpo concentrerà ogni risorsa operativa sulla tutela dell’economia legale e delle regole di mercato, garantendo al contempo allo Stato, all'Unione Europea, alle Regioni e agli Enti Locali il regolare afflusso ed il corretto impiego delle risorse destinate al benessere della collettività e al sostentamento delle politiche di rilancio e sviluppo economico e sociale. Sarà pertanto ulteriormente valorizzata la natura prioritariamente investigativa che contraddistingue il Corpo, in corale sinergia con tutte le altre Istituzioni del sistema tributario e finanziario.

E’ questo il senso profondo ed il principale fattore caratterizzante di tutte le molteplici e diverse proiezioni operative della Guardia di Finanza, che puntano a colpire nella loro globalità e con un approccio trasversale, tutti i fenomeni che si connotano per la capacità di mettere a rischio contemporaneamente più interessi economici e finanziari. A tal fine, il Corpo adegua obiettivi e procedure operative alle peculiarità proprie di ogni area territoriale ed alle diverse dinamiche che in questi contesti assumono le molteplici manifestazioni d’illegalità, valorizzando nel modo più efficace gli strumenti normativi ed operativi di cui dispone ed adottando le tecniche investigative proprie di una moderna forza di polizia.




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di Redazione
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