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Riesumata una vecchia condanna per spaccio di droga

La Lega contro la presidente della onlus che deve accogliere Riina jr.


La Lega contro la presidente della onlus che deve accogliere Riina jr.
08/03/2012, 11:03

PADOVA - Alla Lega Nord proprio non va giù che una onlus di Padova abbia accettato di ospitare in affidamento ai lavori sociali Giuseppe Salvatore Riina, terzogenito del boss della mafia. E quindi ecco l'attacco, portato da due consiglieri comunali del Carroccio, Luca Littamè e Mario Venuleo, con un inizio morbido, quais esitante: "Magari ci troviamo semplicemente di fronte a un caso di omonimia, ci risulta però che Tina Ciccarelli, che in realtà si chiama Assunta, nel giugno del 1994 sia stata sorpresa dalla Guardia di finanza con addosso un chilo di hashish e 13 grammi di eroina e quindi arrestata con l’accusa di spaccio di droga. Senza voler mettere in croce nessuno, ci domandiamo se sia davvero opportuno affidare a un’associazione con questi precedenti, considerato che all’epoca dei fatti Ciccarelli faceva già parte di 'Noi famiglie padovane contro l’emarginazione', la gestione di Salvuccio Riina, terzogenito del boss mafioso Totò". In realtà nessuna omonimia: all'epoca la donna venne accusata di essere un corriere della droga e condannata a 3 anni ed 8 mesi. Dopo 60 giorni scattò l'indulto e la donna venne liberata.
Ed oggi la Ciccarelli risponde a queste accuse: "Sono grande e vaccinata, ero qui che aspettavo una porcata del genere. Proprio per questo martedì sera mi sono dimessa da presidente, così l’associazione potrà stare tranquilla. Ripeto, pure io sono tranquilla. Piuttosto si vergognino questi leghisti, che non sanno fare altro che gettare fango. E sappiano che, se hanno intenzione di giocare politicamente scorretto e sporco, qui ce n’è per tutti".

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di Antonio Rispoli
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