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La Lega ufficializza la difesa della razza (padana?)


La Lega ufficializza la difesa della razza (padana?)
06/09/2010, 18:09

C'era da sperare che certe espressioni non si leggessero più, dopo la fine dell'era fascista. Ma ancora oggi c'è chi parla di "difesa della razza". Lo fa il Sindaco del comune varesino di Tradate, Stefano Candiani, che tempo fa emanò un bando per un bonus bebè comunale: 500 euro a bebè, ma a condizione che i genitori fossero italiani. Venne fatto un ricorso al Tribunale di Milano, che lo scorso 3 giugno l'ha accolto. Ma il Comune fa ricorso, con un documento che per certi versi è sconcertante. Dove si usano frasi come: "Il bonus bebè altro non vuole essere e non è se non un mero segnale di incoraggiamento in nulla e per nulla attinente a situazioni di bisogno né all’appartenenza etnica o razziale bensì scaturente da considerazioni circa il futuro della cultura europea come indissolubilmente legata ai popoli dell’Europa medesima. Del tutto ovvio che alla morte dei popoli si accompagna, ineludibilmente, la morte delle rispettive culture".
Non è la prima volta che succede una cosa del genere: sono molti i comuni guidati da giunte leghiste - monocolore o insieme al Pdl - che fanno abitualmente leggi del genere, che denotano un vero e proprio razzismo contro i "non padani" (ammesso che si possa usare questo termine senza sganasciarsi dalle risa): extracomunitari, ma anche meridionali e persino coloro che sono nati nella regione vicina. Ma è la prima volta che queste argomentazioni vengono messe in un documento ufficiale, come un ricorso legale.
Ma oltre a questo, c'è una connotazione che trasforma la tragedia in farsa. Negli anni '30 la superiorità era della razza "ariana" rispetto agli ebrei. Poichè la maggior parte degli ebrei ci tiene a far sapere la propria religione, rimarcandola come un segno di superiorità sugli altri "gentili", all'epoca era abbastanza facile riconoscerli e quindi indicarli e sottoporli alle varie vessazioni dell'epoca. Ma oggi, quando si parla dei leghisti, si parla di una razza "padana". Ma cosa è? Non esiste, se non nella mente di gente ignorante. La Padania non ha confini nè geografici nè storici. 2500 anni fa tutta la zona a nord del Po era abitata da gruppi di persone (potremmo dire tribù?) che vivevano di agricoltura e pastorizia, ma che non ci hanno lasciato reperti degni di nota. Per confronto, basta ricordare che all'epoca la Magna Grecia (cioè le colonie greche nell'Italia meridionale), già fondata da un pezzo, stava per cominciare a vedersela con un piccolo ma combattivo territorio, quello che aveva Roma come capitale. Poi nel primo secolo avanti Cristo quella zona viene conquistata e diventa romana, e tale resterà fino al crollo dell'Impero, nel 453 dopo Cristo. Dopo di che diventa in parte terreno di conquista, con qualche piccolo periodo di autonomia, fino a che non viene unificata, dopo il 1870, nell'Italia. Naturalmente non vi furono le stragi e i massacri che caratterizzarono l'invasione del sud Italia, quindi l'annessione fu pacifica. Ma da allora tutto il Nord, quello che i leghisti definiscono "Padania", è stato terra di emigrazione e di immigrazione. Ed immigrazione meridionale, soprattutto. Se potessimo stabilire dal DNA il luogo di nascita delle generazioni precedenti, non so se l'1% degli abitanti del Nord Italia può avere tutti gli antenati delle 5 generazioni precedenti all'attuale nati al nord.
E quindi una domanda si impone: se non si può parlare di una Padania in senso geografico, se non si può parlare di una Padania in senso etnico, se non si può parlare di una Padania in senso storico, di che Padania vogliamo parlare? Quella che sta nei fumetti?

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di Antonio Rispoli
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