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Lo conferma il MInistero dell'Economia

La "legge Mondadori"? Fu veramente una legge ad personam


La 'legge Mondadori'? Fu veramente una legge ad personam
01/10/2011, 15:10

ROMA - Nel luglio scorso, ci furono molte critiche per una legge, che venne ribatezzata immediatamente "legge Mondadori", perchè sembrava ritagliata esattamente sulle esigenze della casa editrice. Infatti la legge prevedeva che chi avesse contenzioni con lo Stato da più di 10 anni, e il contenzioso non fosse ancora arrivato in Cassazione, potesse risolvere la questione pagando solo il 5% della somma contestata, senza interessi di mora e rivalutazioni di legge. E, guarda caso, la Mondadori aveva un contenzioso di questo genere, per 300 miliardi di lire (175 milioni di euro). Se fosse arrivata la condanna della Cassazione,  la Mondadori avrebbe dovuto pagare quasi 300 milioni di euro; invece ne pagò solo 8 e rotti.
Ma a queste critiche, sia SIlvio Berlusconi, sia il Pdl, sia Marina Berlusconi - in qualità di presidente della casa editrice - protestarono, sostenendo che la norma avrebbe interessato centinaia di società. Dopo un anno dall'approvazione della legge, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, il Ministero dell'Economia ha risposto che hanno usufruito di questa legge 67 società: 66 di esse in totale hanno pagato poco più di 4 milioni; il resto è stato pagato dalla Mondadori. Insomma, la società della famiglia Berlusconi ha usufruito da sola per due terzi del totale. Se non è una legge ad personam...
Ma la notizia si presta ad altre due specificazioni. Innanzitutto, lo Stato ha incassato 13 milioni al posto di - dice l'interrogazione - 275 milioni più interessi di mora e rivalutazioni. Che porterebbero il totale ad una cifra compresa tra i 400 e i 500 milioni di euro. Una cifra a cui lo Stato ha dovuto rinunciare (e non si dica che in questo momento di crisi non fanno comodo) per gli interessi di Silvio Berlusconi.
La seconda riguarda la guerra sotterranea tra Tremonti e il premier, di cui questa risposta di interrogazione è un segnale molto evidente. Infatti, questo è un governo che risponde in media al 10-15% delle interrogazioni presentate in Parlamento. Difficile pensare che sia un caso che tra tante interrogazioni senza risposta, si decida di rispondere a questa che è stata depositata da un anno.

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di Antonio Rispoli
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