Cronaca / Curiosità

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Mozart e Beethoven tutori dell’ordine

La musica classica diventa una misura anticrimine


La musica classica diventa una misura anticrimine
25/01/2012, 17:01

Secondo quanto riferisce un articolo apparso in questi giorni sul ‘Washington Post’, nelle metropolitane di non poche città degli Stati Uniti, e nella metropolitana di Londra, è stato adottato l’ascolto della musica classica come misura cautelativa contro la criminalità. Gli esperimenti condotti, avrebbero dimostrato che la diffusione attraverso gli altoparlanti della musica degli esponenti della scuola di Vienna - il cosiddetto Classicismo- riduce l’indice delle aggressioni fisiche e verbali del 33%. Beethoven era profondamente convinto che la musica potesse dare un grande contributo a livello sociale. Sia lui che Mozart e Haydn avevano un’immagine razionale della musica. Nelle loro composizioni, infatti, i contrasti iniziali vengono sempre risolti attraverso le regole compositive, la creatività e l’intelligenza. Così si esprime Giovanni Bietti musicologo, divulgatore, pianista e consulente artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che ha spiegato all’Adnkronos che questi processi logici e musicali, risolvono i contrasti e danno ordine ai pensieri, e cosa più importante, tenderebbero a scoraggiare chi ha sempre mostrato una certa refrattarietà alle regole. Bietti sostiene che chi non conosce la musica percepisca profondamente il messaggio subliminale di queste composizioni “che è talmente forte da comunicare a chiunque questo senso d’ordine”. E non si può negare che i risultati ottenuti finora sono stati molto incoraggianti. Le creazioni del genio di Salisburgo hanno avuto un effetto immediato sulla sicurezza. E così, dopo la musica classica che sembrerebbe migliorare la produttività delle vacche, che riuscirebbe ad aumentare il quoziente intellettivo dei bambini, che farebbe crescere più belle e rigogliose le nostre piante, che addirittura favorirebbe i nostri processi digestivi, adesso Mozart & Company ci salverebbero anche dai ladri e dei criminali. Un quesito potrebbe essere pertinente: ma certi sovrintendenti e direttori artistici dei teatri italiani hanno mai avuto “occasione” di ascoltare Mozart o Beethoven? Facile ipotizzare una risposta affermativa. E allora come si spiega che certe amministrazioni “criminali” sembrano  essere tutt’altro che scoraggiate ?

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di Rosa Vetrone
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