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Schettino intercettato al telefono con un amico

"La nave si è inclinata, ho preso e sono sceso"

Sono partite le operazioni per lo svuotamento dei serbatoi

'La nave si è inclinata, ho preso e sono sceso'
24/01/2012, 20:01

ISOLA DEL GIGLIO - "Quello che a me mi fa onore è che abbiamo salvato tutti quanti, tranne questi qua (il riferimento è alle vittime del naufragio). Io so stato in giro a prendere la gente a mare e sono sereno". Eccole le parole pronunciate dal comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino il giorno dopo la tragedia mentre era al telefono con un suo amico. La telefonata è stata rintracciata dagli investigatori: il 14 gennaio scorso, il giorno dopo il naufragio, Schettino stava parlando al cellulare ed è stato intercettato nella caserma dei carabinieri di Orbetello. "Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso", dice ancora il comandante.
Racconta di essere tornato indietro per prendere la radio, poi quando ha visto che la nave si inclinava ha deciso di recarsi sul ponte all'aperto, ha chiamato con il cellulare, sostiene per non perdere la linea. Una volta capito che la nave si stava inclinando l'ha poi abbandonata: "Mi trovo con la testa sotto e con le gambe all'aria senza sapere nulla".
Con il suo amico si sfoga: "Per dar retta al manager, passa da lì, passa da lì. Qualcun altro al posto mio non sarebbe stato così benevolo a passare lì sotto, la secca c'era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato". Poi, un tentativo di scrollarsi di dosso quel senso di colpevolezza: "Ho fatto, tra virgolette, non so se definirla un'imprudenza, ma comunque nei limiti della mia consapevolezza. Lo squarcio è stato immenso ci stava uno spuntone di roccia, poi tutto quello che è successo da quel momento l'ho fatto nel massimo della mia professionalità e questo potrebbe alleviare o quantomeno dare l'illusione di stare in pace con la coscienza. Lo scoglio l'abbiamo preso lateralmente. Tutti i venerdì passavamo a cena, adesso perché hanno rotto il ...salutiamo a Palombi, salutiamo o vento, ed ecco qua adesso, ho pagato tutto quello che si sa".
Ed anche per i legali dei naufraghi la responsabilità non sarebbe solo del comandante: "Un disastro simile non può essere ridotto a un momento di follia del comandante Schettino e alla comprensibile inerzia dei suoi sottoposti", specificano gli avvocati Francesco Compagna e Pietro Ilardi, che assistono alcuni passeggeri di diverse nazionalità che erano a bordo della Costa Concordia. I legali hanno avviato indagini difensive per verificare eventuali responsabilità dei vertici della Costa e delle Capitanerie per la tolleranza di questa dissennata prassi dell'inchino.
Intanto i sommozzatori dei Carabinieri hanno sequestrato sulla plancia di comando un computer. Il materiale sequestrato verrà consegnato alla Procura di Grosseto, titolare delle indagini. Sono iniziate anche le operazioni per lo svuotamento dei serbatoi che verranno portate avanti in contemporanea alle ricerche dei dispersi.

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di Rossella Marino
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