Cronaca / Sanità

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La notte dei lunghi coltelli, don Antonio Bassolino rivoluziona la Sanità


La notte dei lunghi coltelli, don Antonio Bassolino rivoluziona la Sanità
21/03/2009, 17:03

La notte dei lunghi coltelli. Drastico taglio al numero delle Asl ed a quello dei distretti sanitari, direttori generali destituiti, mappa riscritta da zero. Una rivoluzione, quella del sistema sanitario regionale campano, con Bassolino che ha premuto l’acceleratore sul ridisegno delle Ssr in vista della verifica sul deficit e le nomine dei commissari straordinari.

Dopo una lunga notte di discussione, l’esecutivo di Palazzo Santa Lucia ha nominato i sei commissari straordinari che prenderanno le redini delle nuove Asl nascenti, al posto dei direttori generali ‘scalzati’. Unico manager che non dovrà abbandonare la poltrona, Bruno De Stefano, che resta alla guida del comprensorio di Benevento.


Le Asl passano da 13 a 7: 3 per Napoli e provincia napoletana, ed una per ognuno degli altri capoluoghi campani. La Asl Napoli 1 sarà retta da Grazia Falciatori (presidenza della Regione), la Asl Na2 e Na3 da Lia Bertoli (Arsan), la Na4 e Na5 da Adriana Cici (Bilancio) e alle Asl di Salerno penserà Nando De Angelis, anch’egli proveniente dall’assessorato al bilancio. Alla guida delle Asl di Caserta ci sarà Mario Vasco, vice capo di gabinetto della presidenza della giunta regionale. Il commissario dell’Asl unica di Avellino, infine, sarà Albino D’Ascoli.

Per quanto riguarda i distretti sanitari, invece, il numero cala da 97 a 72, ridotti in base a criteri di contiguità territoriale dei comuni, caratteristiche orografiche del territorio e la quantità di popolazione servita. Il cambio di rotta è stato, sotto alcuni punti di vista, urgente ed obbligato. Manca infatti poco alle verifiche sul deficit ed una rivoluzione era quello che avrebbe non annullato, ma perlomeno tamponato, la catastrofe. E così, Bassolino ha deciso di mettere, indirettamente, le mani sulla Sanità. Tutti i commissari, infatti, fatta esclusione per D’Ascoli, sono emanazione più o mena diretta di ‘don Antonio’.

E Angelo Montemarano, assessore alla Sanità? Ha fatto tutto quello che poteva fare per limitare i danni. Ha votato a favore del provvedimento, incassando il colpo che, per quanto ben assestato, non ha fatto vacillare il suo ruolo, fermo in una posizione di “non vedo perché dovrei dimettermi”.
Meno filosoficamente potrebbero aver accettato la destituzione i direttori generali deposti, che potrebbero rivolgersi al Tar in seguito al provvedimento. I direttori potrebbero appellarsi ad alcuni aspetti della norma nazionale, che prevede il commissariamento da parte del Governo nei confronti delle regioni inadempienti al patto di stabilità, ma non parla invece della possibilità di un commissariamento ‘interno’, messo in atto dalla stessa Regione.

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di Nico Falco
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