Cronaca / Nera

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Rinvenuti 50 kg di botti proibiti, arrestato il padre

La nuova casa del piccolo Maurizio trasformata in polveriera


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La nuova casa del piccolo Maurizio trasformata in polveriera
30/12/2009, 23:12

TORRE DEL GRECO – Questo sarebbe stato il primo Capodanno nella nuova casa, per il piccolo Maurizio Mennella, il bambino affetto dalla sindrome di Ondine che ha ottenuto alcuni mesi fa un alloggio ricavato in una ex stazione della Circumvesuviana. I preparativi per la festa, però, sono stati bruscamente interrotti dai carabinieri: il padre del bambino, il 39enne Ciro Mennella, è stato arrestato e sarà processato domattina per direttissima. L’accusa è di detenzione illegale di materiale esplodente.

I carabinieri della stazione di Torre del Greco hanno infatti scoperto che l’uomo, con evidente noncuranza della salute della sua famiglia, aveva trasformato un armadio dell’abitazione in una piccola polveriera. Cinquanta chilogrammi di fuochi artificiali proibiti, accatastati uno sull’altro, in condizioni che definire precarie sarebbe un eufemismo. Il tutto, a una manciata di metri dai macchinari che permettono al bambino di non morire durante il sonno. Ciro Mennella è stato trasferito al carcere di Poggioreale in attesa del processo, mentre i botti sono finiti ad allungare l’elenco dei sequestri di questi giorni.

Il bambino soffre dalla nascita di una rara patologia, che trasforma il sonno in un pericolo mortale. Si chiama ipoventilazione alveolare primitiva, nota anche come "sindrome di Ondine", dalla  ninfa della mitologia norrena che, scoperto il suo sposo con un'altra donna, gli lanciò una maledizione che lo privasse del respiro mentre dormiva, facendolo morire.
Di questa patologia soffrono oggi circa 200 persone nel mondo, una ventina in Italia; per sopravvivere durante il sonno hanno bisogno di un sistema di ventilazione meccanica. Per aiutare Maurizio era stata avviata, nei mesi scorsi, una vera e propria gara di solidarietà. Famiglia di modeste condizioni economiche, madre casalinga e padre ex carpentiere votato all’arte di arrangiarsi, il problema principale del piccolo era lo spazio: la sua precedente abitazione non consentiva infatti l’installazione dei voluminosi macchinari. La situazione sembrava essersi risolta alcuni mesi fa, nel luglio scorso, quando i Mennella avevano ricevuto l’alloggio ideale: una ex stazione della Circumvesuviana, in località Via del Monte, dismessa e ristrutturata a scopo abitativo. L’appartamento ricavato, circa 120 metri quadri su due piani, offriva lo spazio necessario ed è stato consegnato alla famiglia Mennella grazie ad un’intesa tra l’amministrazione comunale di Torre del Greco e la Circumvesuviana (azienda regionale di trasporti ferroviari).


Il sindaco Borriello: notizia sconcertante

La notizia dell’arresto di Ciro Mennella, nome noto tra i torresi, che avevano preso a cuore la situazione del figlio, ha lasciato una scia di sgomento e indignazione. Il sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, parla di una vicenda “sconcertante”. “E' una notizia sconvolgente, - afferma, - un fatto simile ci lascia esterrefatti, anche perche' per la famiglia Mennella il Comune ha fatto ogni sforzo per garantire al piccolo Maurizio un futuro sereno”.“Una notizia del genere - prosegue Borriello - ci lascia di stucco. Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere. Anche perchè siamo da sempre in prima linea nella lotta all'utilizzo dei fuochi proibiti. Sul nostro sito è presente un messaggio per invitare ad evitare l'uso dei botti l'ultimo dell'anno e abbiamo anche redatto un manifesto apparso in questi giorni in città”. Il Sindaco ripercorre i sette anni di lotte dell’amministrazione accanto alla famiglia, le battaglie cominciate nel 2002 con l’appello della mamma di Maurizio. Poi la gara di solidarietà, col messaggio che viene accolto dall’allora sindaco Valerio Ciavolino che trova, con l’aiuto di imprenditori e l’iniziale sostegno della Regione, un appartamento in via De Nicola. I primi tre anni di affitto vengono pagati dal Comune, da Napoli arrivano i fondi per la ristrutturazione. Tre anni, però, passano in fretta: i soldi si esauriscono e Ciro Mennella, ancora senza un lavoro stabile, non può provvedere a pagare il fitto di 500 euro mensili. Arriva così la messa in mora ed il successivo sfratto.

Diverse le proteste dei Mennella, che in una circostanza hanno ‘occupato’ la vecchia casa comunale: con brandine, coperte e macchinari Ciro, Maria e Maurizio si sono sistemati a palazzo La Salle, minacciando di restare lì. Fino a quando, deus ex machina, la soluzione trovata dal sindaco Borriello insieme alla Circumvesuviana. Una storia che sembrava aver avuto una conclusione felice ma che è stata stroncata dal triste epilogo.

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di Nico Falco
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