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Il vero dramma per la Lega è la gestione dei migranti

La Padania snobba il processo breve per l’immigrazione


La Padania snobba il processo breve per l’immigrazione
14/04/2011, 12:04

ROMA - Niente processo breve in prima pagina. “La Padania”, a differenza di tutti gli altri quotidiani di partito, ha deciso di ignorare la notizia di ieri dell’approvazione da parte della Camera del processo breve. Sulla prima pagina dell’organo di stampa della Lega, che apre con le parole del leader Umberto Bossi sul boicottaggio dei prodotti francesi, non vi è traccia del tema, che però campeggia all’interno, anche se non nelle pagine di primo sfoglio. D’altronde, proprio ieri sera, il leader leghista non si era speso più di tanto nel rispondere ad un cittadino che, fuori da Montecitorio, gli chiedeva se il Carroccio avesse votato “con piacere” il processo breve: “L’abbiamo votato” si era limitato a dire, stupendo per l’assenza delle solite dichiarazioni colorite, in perfetto stile lumbard, a cui il senatur ci ha abituati.
Ma il punto sembrerebbe essere un altro. La mancanza di interesse del Caroccio nei confronti di quanto ieri la Camera ha ottenuto sul processo breve, si spiega con il fatto che a preoccupare la Lega è il dossier immigrazione. Vera spina nel fianco. Il leghista Bossi, come gli altri esponenti del suo partito, vogliono dare risposte rassicuranti ai propri fedeli elettori proprio in materia di immigrazione, punto su cui la Lega porta avanti la sua battaglia da tempo. Su Radio Padania il popolo padano, infatti, inizia a dare sfogo ai propri “timori” per l’arrivo degli immigrati al Nord. Il Carroccio, insomma, mostra inquietudine. Con l’avvicinarsi del voto delle amministrative di maggio, l’esigenza è mostrare il pugno duro con gli immigrati, magari evitando che ne arrivino troppi a ridosso delle elezioni. Non a caso, mentre a Roma il senatur usa toni distensivi, invitando i suoi alla cautela, tatticamente alza il tiro sulla Francia: “Boicottare i loro prodotti” per reagire al “no” transalpino ai permessi temporanei di soggiorno.
E non solo. Le critiche leghiste si dirigono verso l’Unione europea, accusata di lasciare l’Italia da sola nella gestione di un’emergenza che nessun politico del Carroccio avrebbe mai voluto fronteggiare, ma si rivolgono anche alla gestione del dossier Libia da parte dell’esecutivo. Nella Lega inizia a crescere il dissenso per tale gestione e i segnali appaiono sempre più evidenti. Il Carroccio, infatti, non ha mai nascosto il suo disappunto per il coinvolgimento dell’Italia nella cosiddetta “coalizione dei volenterosi” nel conflitto in Libia.

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di Antonio Formisano
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