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La paura degli italiani cresce con la crisi economica

Mollo tutto e cambio vita!

La paura degli italiani cresce con la crisi economica
24/11/2011, 14:11

Gli italiani sono atterriti dalla recessione economica che sta mettendo in ginocchio il Paese. Il quadro che emerge da uno studio dell'Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico, eseguito su un campione di 800 persone, non lascia dubbi: interrogati su varie situazioni della vita quotidiana, sulla precarietà lavorativa, sulle condizioni di salute, sui rapporti sociali e col partner, gli intervistati hanno mostrato di vivere uno stato d’allarme da almeno un paio d’anni. La paura condiziona la quotidianità degli italiani che percepiscono il Paese come un posto pericoloso che espone a insidie e minacce incombenti. L’esperta Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione, chiarisce che esistono paure razionalmente generate da fenomeni come criminalità e immigrazione, dall’assenza di futuro per sé e per i propri figli, dal rischio di diventare improvvisamente poveri; in altri casi si possono sviluppare delle vere e proprie fobie del tutto irrazionali. Secondo quanto emerso dalla ricerca, la crisi ha esercitato una notevole influenza sulla comparsa di depressioni, stati d’ansia, patologie comportamentali e mentali. Il folto popolo dei precari si confronta ogni giorno con le difficoltà legate ad un lavoro instabile. Il che comporta come naturali conseguenze sintomi di disagio psicofisico che può manifestarsi inizialmente attraverso un forte aumento dell’irritabilità, con insonnia, cefalee, dolori muscolari, aumento di stanchezza e disturbi alimentari, sino poi ad arrivare ad una totale perdita di fiducia nei propri mezzi e nelle proprie possibilità. Quale miglior anticamera per patologie importanti, quali ansia generalizzata, attacchi di panico e depressione? E pensare che l’ormai ex Presidente del Consiglio aveva detto che la crisi non c’era. "I ristoranti sono pieni, non si trova un biglietto aereo", queste le parole pronunciate dal Premier per chi non dovesse ricordarle. Peccato che proprio oggi sul tema crisi è intervenuto il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, durante la tavola rotonda del 35/esimo convegno nazionale delle Caritas diocesane. E il dato principale di riferimento che rimane invariato da tre anni e che ci restituisce la reale incidenza della crisi, è che l’11% della popolazione è sotto la soglia della povertà. Forse al Cavaliere che così si espresse sfuggivano due aspetti fondamentali della situazione: in primis, a fare le spese della crisi sono soprattutto i giovani e non le persone che avevano già un lavoro, poiché la scelta politica operata ha preferito mantenere gli occupati al lavoro con la cassa integrazione e gettare a mare i giovani con le loro “beate speranze”; secondariamente poi, la crisi ha colpito soprattutto i poveri che sono diventati ancora più poveri pur rimanendo nello stesso segmento di rilevazione statistica. E allora come non comprendere la tentazione di mollare tutto, sognando magari una nuova vita ai Caraibi o in Sud America, aprire un bar su una spiaggia e vivere tutto l’anno in costume da bagno? Per chi invece non dovesse nutrire in sé queste ambizioni, potrà essere utile ricordare che per aiutare a gestire meglio questo momento di grave difficoltà, l'Eurodap ha organizzato una giornata contro lo stress. Il 6 dicembre è in programma un corso di 3 ore per insegnare tecniche di rilassamento e di gestione dell'ansia. A tutti gli altri motivati a far fagotto, sia che si tratti di sogni, propositi o grida d’aiuto, facciamo i nostri migliori auguri perché possano conquistarsi il proprio posto al sole, in tutti sensi!

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di Rosa Vetrone
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