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E se Raffaele Bendandi avesse avuto ragione?

La paura del terremoto dell'11 maggio 2011


La paura del terremoto dell'11 maggio 2011
14/03/2011, 17:03

Si stanno moltiplicando su Facebook i gruppi riguardo il terremoto dell'11 maggio 2011. Sì, avete letto bene, sto parlando di una cosa che, se accadrà, dovrebbe essere tra due mesi. Vediamo di raccontare tutto.
Uno degli scienziati italiani più controversi è Raffaele Bendandi, nato a Faenza nel 1893. Fu un talento istintivo nelle scienze, che elaborò una teoria, che non divulgò mai esattamente, per cui i terremoti sono causati dall'attrazione del Sole e della Luna, come le maree. Ebbe una notevole notorietà nel 1924, quando - il 2 gennaio - ci fu un violento terremoto a Senigallia. Rese noto che un mese e mezzo prima, il 23 novembre, aveva depositato dal notaio una busta chiusa in cui diceva che il 2 gennaio successivo ci sarebbe stato un terremoto nelle Marche. Anche il Corriere della Sera gli dedicò un titolo, chiamandolo "Colui che prevede i terremoti". Ma il fatto che non stese mai esplicitamente una teoria scientificamente valida (era un autodidatta, quindi ragionava in termini diversi da uno scienziato), fece sì che la comunità scientifica non considerasse i suoi lavori. Tanto che Bendandi scoprì il ciclo solare, della durata di undici anni, affidando i suoi documenti all'Accademia Pontificia, già nel 1931. Quando nel 1972 Wood approdò alla stessa scoperta, non citò (e forse neanche sapeva) che era in ritardo di oltre 40 anni; e lo stesso per Smith, che fece la stessa scoperta nel 1976.
Man mano Bendandi cercò di perfezionare il suo sistema, e ci riuscì al punto che pare avesse cercato, nel 1976, di avvisare le autorità friulane del fatto che si apprestava un terremoto. Ma nessuno gli credette, e così il 7 maggio la terra tremò, quando si sarebbe potuto scappare.
Che c'entra tutto questo con il terremoto? Beh, nei suoi appunti, ricostruiti dopo la sua morte, parla di un terremoto che colpirà Roma l'11 maggio 2011, e che avrà effetti distruttivi sulla capitale. Vero? Non possiamo saperlo prima del 12 maggio 2011. Molti gli credono, visto il precedente del 1924 e quello (mai confermato) del 1976. Ma basta? Non avendo lasciato una spiegazione teorico-scientifica, è difficile valutare l'esattezza del suo lavoro o magari correggerlo alla luce delle nuove scoperte e dei nuovi strumenti. Non dimentichiamo che, tra le previsioni, ce ne furono alcune che si sono dimostrate sbagliate. Come per esempio l'esistenza di un pianeta tra Mercurio e il Sole (lo chiamò Faenza) e l'esistenza di quattro pianeti all'esterno di Nettuno (essendo il periodo fascista, li battezzò Rex, Dux, Roma ed Italia). Quindi qualche castroneria, al livello attuale delle conoscenze, l'ha presa anche lui; e il dubbio è lecito. Ma fino a che punto?

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di Antonio Rispoli
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