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Il pasto adesso lo si porta da casa

La pausa pranzo degli italiani segna il trionfo della schiscetta

Spendi meno e mangi sano

La pausa pranzo degli italiani segna il trionfo della schiscetta
02/04/2012, 16:04

Il nostro Paese sta registrando una nuova significativa tendenza che vede un italiano su due rinunciare alle abitudini, che da orami moltissimo tempo lo volevano frequentatore abituale di bar, fastfood o self service, per privilegiare invece il ritorno alla vecchia colazione a sacco. E’ la rivincita della schiscetta che con la complicità della crisi, vede gli italiani prestare più attenzione alla qualità dei pasti consumati con buona pace del portafogli certo, ( si pensi che dal 2001 una bottiglia d’acqua è aumentata del 217%, un tramezzino del 186%, una pizzetta rossa del 199%) , ma anche della salute e non ultima, della linea! Basta dunque con la fila per fagocitare nel breve tempo della pausa pranzo, toast, pizzette, paninazzi e golosità da rosticceria. Dallo studente all’impiegato il nuovo trend è “apparecchiare” tra libri di testo, fax e tastiera del computer. Non di rado sono le stesse sale riunione ad essere trasformate in vere e proprie mense e, proprio come i ragazzini a scuola, spesso si creano i presupposti per simpatici baratti gastronomici,solo che stavolta gli scambi non avvengono all’aria aperta, nel cortile dell’edificio scolastico durante la ricreazione, ma all’ombra della macchinetta del caffè, l’unica che sembra essere in grado di poter raccogliere stress e paturnie da lavoro (così come ci suggerisce la fortunata sit-com targata Mediaset, Camera Cafè). Il dato è emerso da una recente ricerca del sito Internet “Occhio al trend” che certifica la portata poderosa del fenomeno: su un campione di 600 lavoratori tra i 20 e i 55 anni, il 53% si porta il pranzo da casa. La maggior parte lo fa per risparmiare (46%), ma c’è chi sceglie questa alternativa per mangiare pasti sani ed equilibrati (29%) o per avere una maggiore varietà e scelta (19%). Luciano Sbraga, direttore dell’ufficio studi della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio, invita però alla prudenza: «Se un italiano su due si portasse davvero il pranzo da casa assisteremo a un tracollo del settore. Quel campione non è rappresentativo, ma è vero, indica un trend. Un segnale rilevato, anche se in misura più contenuta, dalle nostre ricerche». Facendo bene i conti il costo per un veloce pasto comprensivo di acqua, frutta o dolce si attesta mediamente tra i 5 e i 12 euro, per una spesa complessiva che può facilmente superare i 150 euro al mese. Il risparmio ottenuto con la preparazione di piatti 'fai da te' con cibo in scatola può comportare una riduzione dei costi del 30%-50%. E non a caso proprio i prodotti in scatola risultano essere tra i più graditi dagli italiani che pranzano in ufficio, con il 26% di preferenze (secondi soltanto a pasta e riso, al primo posto con il 33%): privi di conservanti, offrono una grande varietà di alternative con carne, pesce e verdure spesso pronte per l'uso anche senza cottura. Anche frutta e yogurt occupano un posto di tutto rispetto nella classifica di gradimento. I motivi che sono stati addotti per spiegare questa tendenza nuova da un lato e “antica” dall’altro, sono riconducibili si alla spinta salutista (che pare stia fortemente sensibilizzando l’opinione pubblica ) ma è innegabile che con i tempi che corrono la crisi si palesi anche nel piatto! D’altro canto però, è proprio vero che i vecchi adagi non falliscono mai: non tutti mali vengono per nuocere se è vero, com’è vero, che ci stiamo progressivamente riappropriando di un valore prezioso e indiscutibile, vale a dire la genuinità. Buon pranzo a tutti dunque!

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di Rosa Vetrone
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