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La pausa pranzo ed i bambini rom


La pausa pranzo ed i bambini rom
25/11/2009, 16:11


ROMA - Sentita la singolare e particolarissima proposta del Ministro Rotondi, Ministro - si badi bene - all'attuazione del programma di governo (sic!) che a me sembra una nicchia a suo tempo inventata per fare posto a qualcuno rimasto a terra, in un primo momento ho pensato che si trattasse di un tipico prodotto post-prandiale concepito dopo uno dei favolosi pasti che la mensa di Montecitorio fornisce ai deputati a prezzo simbolico. Ho pensato che il Ministro avesse ben pranzato in una tavola imbandita da un gordon bleu chef e che si sentisse la testa leggermente appannata, un piacevolissimo torpore indotto dalla bontà ed alta qualità dei piatti degustati, uno stato di beatitudine aiutato dal un cognac francese e da un magnifico sigaro. A questo punto, ha pensato alle centinaia di migliaia di travet dei Ministeri ed a tutte le lavoratrici ed i lavoratori italiani che, cessato il pranzo, debbono tornare al lavoro. Renderanno? Non si sarà intanto abbassata la loro produttività a causa dello stomaco pieno?
E se proponessimo di abolire la pausa pranzo offrendo in alternativa una riduzione dell'orario quotidiano di lavoro?
In qualche modo ho pensato che la proposta del Ministro Rotondi somigliasse straordinariamente alla domanda di Maria Antonietta : ma perchè non mangiano brioches?" Lo stesso esprit, la stessa distanza incommensurabile dalla gente.....
Ma forse mi sbaglio e non si tratta di una gaffe madornale. L'Italia è il Paese in cui il potere è caduto nelle mani di gente che predica e pratica la cattiveria sociale. Forse dietro la faccia ridanciana del Ministro c'è qualcosa di più di una battuta di costume, di abitudini sociali, qualcosa di chi vuole favorire le famiglie ad avere più tempo per loro. Penso che il Ministro voglia semplicemente togliere il diritto alla pausa, ad una sospensione seppur per pochi minuti del lavoro. Naturalmente sa bene che nessuno può resistere otto ore senza cibo. Entrerebbe in crisi glicemica ed il rendimento che il Ministro vorrebbe innalzare si abbasserebbe. Quindi si mangerà con qualche sotterfugio qualcosa dietro il bancone o la scrivania dal momento che mi pare difficile che diventeremo tutti come gli anglosassoni che fanno pesanti colazioni al mattino. Semplicemente si mira a togliere un diritto ai lavoratori. Lavoratori che, a differenza di quanto ritiene o finge di ritenere il Ministro, non hanno soldi per consumare pasti talmente ricchi da stordirli. Con quello che guadagnano da un pezzo hanno rinunziato alle tavole calde e sono diventati quasi tutti consumatori obbligati di panini confezionati in casa con una frittata di uova o mortadella e pizze da taglio. Non possono permettersi di spendere più di quattro cinque euro a pasto dal momento che con i loro stipendio debbono poter assicurare la colazione ai loro bambini che vanno a scuola o mettere un pò di benzina nel motore, a comprare il cibo alla famiglia e tutto il resto. La classe lavoratrice italiana ha consumi alimentari dequalificati. E' stata relativamente bene fino a quando un marchingegno mostruoso chiamato concertazione non li ha inchiodati ad un parametro finto di inflazione. Fa la spesa nel discount e non mangia più da un pezzo una bella bistecca di manzo! Si deve accontentare qualche volta di tacchini e polli che hanno sapore di plastica e che producono un brodo a volte acido e puzzolente! Provate ad incontrare un metalmeccanico o un callcenterista in un bar. Non si possono permettere un caffè espresso che costa all'incirca un euro e si debbono accontentare delle macchinette aziendali. I consumi sono stati ridotti all'osso e la qualità della vita del lavoratore dipendente è diventata quasi umiliante! Per finire questa riflessione senza incorrere nell'accusa di "guitto" che, chissà perchè, il Ministro rivolge ai critici della sua proposta mi pare che questa assomiglia a quella che i leghisti ed altra brava gente fanno quando ritengono giusto rastrellare i bambini rom, schedarli e sottrarli alle loro famiglie. "Lo facciamo per il loro bene! perchè non vivano nelle immondezze dei campi e non chiedano l'elemosina !!!! La pausa pranzo si fa per non fare appesantire i lavoratori, per non costringerli a laboriose digestioni in ufficio o alla catena di montaggio! Si fa per il loro bene!!

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di Pietro Ancona
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