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Ma il critico replica:"Falso, sono scortato e ne ho diritto"

La Polizia accusa: "Sgarbi non vuole rispettare le file in aeroporto"


La Polizia accusa: 'Sgarbi non vuole rispettare le file in aeroporto'
28/01/2012, 14:01

ROMA - Il sindacato Silp Cgil non ce la fa più e fa una pubblica denuncia: Vittorio Sgarbi, quando passa all'aeroporto Fiumicino di Roma, è un problema, perchè non vuole rispettare le file. L'ultimo episodio di pochi giorni fa: secondo quanto racconta la Polizia, il sindaco di Salemi si sarebbe rifiutato di aspettare in fila e avrebbe preteso di passare nella corsia riservata a parlamentari e a politici esteri in visita ufficiale. Al no dei poliziotti, avrebbe dato in escandescenze, gridando ed insultandoli; poi si sarebbe attaccato al cellulare e avrebbe ottenuto - e se questo venisse dimostrato, sarebbe interessante sapere da chi - nella lista del Cerimnoniale di Stato, che consente l'accesso alla corsia preferenziale.
Ma Sgarbi nega che sia successo alcunchè. Semplicemente lui sostiene che era diretto a Mosca ed è passato in quella corsia. Nessuna storia con i poliziotti, nessuna telefonata a nessuno. L'unico problema, sostiene, è stato perchè non volevano far passare i due elementi che lo scortano e che sono armati. Ed anche qua le versioni divergono: la Polizia sostiene che si trattava di personale di vigilanza privata, che quindi doveva assoggettarsi alla normale procedura e imbarcare le pistole come bagaglio nella stiva; il sindaco di Salemi invece sostiene trattarsi di due finanzieri messigli a disposizione dal Prefetto di Trapani.
C'è da chiedersi: ma visto che andava a Mosca, le due guardie del corpo a che gli servivano? Paura che i cosacchi lo attaccassero?

LA DICHIARAZIONE DI SGARBI - «I problemi di sicurezza evocati dal sindacalista del Silp Cgil Gianni Ciotti non esistono, avendo io attraversato quel varco, come ogni altro, centinaia di volte.
E non esiste una corsia riservata ai parlamentari, che fanno i normali controlli. Esiste un varco per le persone, fra cui magistrati non parlamentari, accompagnate da uomini di scorta.

Io non mi sono fatto inserire in alcuna lista, ma ho seguito, come faccio da sempre, regolari procedure. I poliziotti ignoranti e maleducati di Fiumicino sono stati redarguiti dai loro gentili colleghi della Polaria di Palermo, che mi accompagnano regolarmente.
Quanto alla scorta, non è un’opinione. Com’è facile acclarare al Ministero degli Interni, e come dimostra la comprensibile riservatezza del prefetto di Trapani che, in caso negativo, non avrebbe avuto ragione di tacere.

Le modalità della mia scorta sono state concordate ,oltre che con Trapani, con il Prefetto di Milano e con il Prefetto di Ferrara, attraverso circostanziati decreti.
Trascurando questi dati di fatto, l’articolo appare scandalistico e diffamatorio, raccontando fatti mai avvenuti, e mie affermazioni impossibili, giacché non potevo invocare diritti che non sono dei parlamentari ma dei magistrati, sindaci, o altre personalità a rischio, come il noto non parlamentare Roberto Saviano.

Non ho inoltre, mai preso «a male parole i poliziotti», ma ho spiegato loro le determinazioni del ministero degli Interni e i decreti prefettizi incredibilmente ignorati anche dal disinformato Ciotti, e a loro ribaditi dai colleghi Polaria di Palermo, in mia presenza.

Bastava avere la pazienza di informarsi, dimenticando che anche al Cerimoniale di Stato prestano servizio uomini della Polizia intelligenti e gentili. E anche i controlli di sicurezza sono fatti con intelligenza, tanto è vero che il Ciotti parla di me mostrando di conoscermi, benché nessuno abbia controllato i miei documenti. Probabilmente mi ha scambiato per un altro.

Infine, non ho mai detto, come mia convinzione, di essere «sindaco di un paese pieno di mafia», ma che tale visione è evidentemente manifestata dalla prefettura, e che la scorta mi è stata attribuita perché la Commissione prefettizia ha ravvisato rischi in quell’area dove si ritiene latitante Matteo Messina Denaro, e io ho ricevuto minacce. Verificabili.

Ma è inutile parlare con chi, senza documentarsi, vuole scrivere quello che ha già deciso consultandosi con sindacalisti e poliziotti che fanno dichiarazioni mendaci senza conoscere la mia condizione stabilita dal loro stesso Ministero.

Io non ho mai avuto «comportamenti scorretti» e non ho mai dato «insulti gratuiti». Può testimoniarlo proprio uno degli uomini della mia scorta»

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di Antonio Rispoli
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