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Il critico d'arte:"Non intendo espormi oltre"

La Prefettura toglie la scorta a Sgarbi e lui:"Mi dimetto"

Il sindaco di Salemi:"Un vero e proprio sopruso"

La Prefettura toglie la scorta a Sgarbi e lui:'Mi dimetto'
17/01/2011, 22:01

PALERMO - "È singolare il tempismo tra l'articolo sulle scorte pubblicato sull'ultimo numero del settimanale "L'Espresso" e questa decisione. Sono indignato per il pericolo a cui vengo sottoposto con questo atto". Così un inviperito e preoccupato Vittorio Sgarbi ha commentato la decisione presa dalla procura di Trapani in merito alla sua scorta personale.
Dopo aver subito numerose minacce ed intimidazioni, il sindaco di Salemi si dice quindi pronto a lasciare il proprio incarico e lamenta:"l'assoluta mancanza di rispetto e di garanzia per il mio ruolo, nell'avermi così esposto all'azione di quanti possono colpirmi dopo le conclamate denunce contro gli speculatori, la mafia dell'eolico e i documentati scontri con gruppi, assai minacciosi, interessati a queste forme di speculazione".
La protezione personale per il critico d'arte, assicurata dalla Guarda di Finanza, era stata decisa dalla Procura a seguito di alcune lettere offensive e minatorie e di una testa di maiale divisa in due parti e con allegato bigliettino con scritto il nome di Sgarbi.
La vera e propria battaglia anti-eolico combattuta dal primo cittadino di Salemi e in effetti nota e serrata e, soprattutto per tale motivo, il sindaco ha dichiarato che non intende esporsi oltre.
"Trovo pericoloso dovere svolgere il mio ruolo di sindaco a Salemi senza garanzie. - ha infatti osservato - La tutela viene facilmente assegnata a magistrati di cui spesso non si è apprezzata alcuna attività repressiva rispetto a comportamenti documentatamente criminosi e devastanti per il territorio: per questo annuncio le mie dimissioni".
Concludendo, come riporta anche Il Mattino, Sgarbi regala l'ultima stoccata polemica direttamente all'istituzione che ha stabilito la sospensione della sua scorta:"Evidentemente per la prefettura di Trapani la presenza di un sindaco così esposto, popolarissimo, più volte minacciato, non rientra negli obiettivi da tutelare".
Immancabile il riferimento a Saviano:"La stessa istituzione del museo della mafia ha rappresentato una proposta altamente rischiosa, non diversamente, per esempio, dalle denunce giornalistiche e letterarie di Roberto Saviano a cui nessuno si sognerebbe di togliere la protezione. Evidentemente chi non rientra nelle logiche dell'antimafia di maniera, non merita di essere tutelato. Ogni giorno, da quando sono sindaco, ho ricevuto telefonate anonime e di minaccia".

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di Germano Milite
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