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La privatizzazione dell'acqua, oro blu dei giorni nostri


La privatizzazione dell'acqua, oro blu dei giorni nostri
19/04/2011, 11:04

Il prossimo 12 giugno si dovrà andare a votare per i referendum, tra cui ce ne sono due che chiedono di esprimersi su una abolizione totale ed una parziale della legge che impone di passare il controllo degli acquedotti dalle municipalizzate o dagli enti di bacino a società private.
Quando venne approvata la legge, in Parlamento dissero che era perchè il privato ha una maggiore efficienza e quindi poteva risolvere l'annoso problema che ha l'Italia con la sua rete idrica: Problema che si risolve in un dato molto semplice: gli acquedotti sono un colabrodo e molta acqua si perde per strada. Il problema effettivamente esiste; ed è noto che le società pubbliche - per loro stessa natura - non sono efficienti. Il punto è: che cosa significa affidarne la gestione ai privati? La Francia l'ha dimostrato. Decise la privatizzazione delle società idriche negli anni '80, esattamente sulla base degli stessi presupposti. Adesso però ha fatto dietrofront e negli ultimi 5 anni ha avviato una lenta statalizzazione del sistema idrico. perchè? Perchè si è visto che i prezzi erano saliti alle stelle, ma la qualità del servizio non era migliorata minimamente. E' quello che succede quando abbiamo un privato che ha il monopolio di una risorsa essenziale. Nessuno di noi può vivere nel consesso civile senza l'acqua corrente. Non solo quella per bere, ma soprattutto quella per lavarsi, per i servizi igienici, per tenere puliti insomma se stessi e la casa in cui viviamo. Quindi, anche se i prezzi salgono, purchè non siano eccessivamente esorbitanti, non possiamo farci niente. E chi gestisce l'acquedotto lo sa e si regola di conseguenza. In quanto a spendere soldi per le riparazioni (che sono costose, perchè bisogna scendere sottoterra, seguire le tubazioni metro dopo metro e trovare i punti lesionati), chi ci garantisce che venga fatto? certo, magari verrà tenuta in ordine la rete quel minimo che serve a far arrivare l'acqua più o meno a tutti, ma se spendono 100 euro di riparazione, vorranno guadagnarne 1000 dall'aumento delle bollette.
E non sono solo parole. In Francia l'aumento è arrivato a 5-6 volte il prezzo iniziale dell'acqua, mentre negli altri Paesi europei non si andava oltre un aumento medio dei prezzi del 30%.
Su questo si innesta un altro problema: la scarsità dell'acqua. Piaccia o meno, i dati dicono che la tendenza del pianeta è verso un aumento della temperatura e a piogge meno frequenti ma più violente. L'insieme di queste cose porta ad una riduzione della quantità di acqua che le sorgenti erogano. Questo già in condizioni normali porterà ad un aumento dell'acqua nei prossimi anni. Vogliamo aggiungerci anche i margini di guadagno (ovviamente incontrollabili) da parte dei privati? Non è il caso. Si potrebbe ottenere di più con una attenta gestione delle società idriche, cosa che può essere fatta anche mantenendole pubbliche. Resta il problema delle riparazioni, ma sono del parere che queste vanno addebitate alla fiscalità pubblica. Detto in altri termini, ogni società idrica dovrebbe provvedere per la parte di acquedotto di propria competenza, ma poi dovrebbe avere dallo Stato il rimborso delle somme spese per questo motivo.
La cosa ridicola è che siamo uno dei Paesi con più disponibilità di acqua dolce, dato che abbiamo tanti fiumi e ancora più sorgenti, e ci sono queste storie. Cosa faremmo se fossimo un Paese africano, semidesertico e con scarse quantità di acqua sul nostro territorio?

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di Antonio Rispoli
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