Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il Pdl la stigmatizza come interferenza

La Procura di Roma indaga sulla compravendita dei deputati


La Procura di Roma indaga sulla compravendita dei deputati
10/12/2010, 16:12

ROMA - Si muove anche la Procura della Repubblica di Roma, sulla vicenda della compravendita dei deputati. E lo fa con due fascicoli di indagine: uno aperto a seguito della lettura dei giornali e un altro a seguito dell'esposto presentato dal leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Le indagini tuttavia saranno difficili, perchè è impossibile fare indagini patrimoniali sui parlamentari senza il consenso della Camera di appartenenza; inoltre la Costituzione spiega chiaramente che il parlamentare "non ha vincolo di mandato". Cioè può cambiare partito anche ogni giorno, in teoria.
La prima reazione del Pdl è affidata alle parole rabbiose di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera: "L'intromissione della magistratura è gravissima".
Ma contro Berlusconi si schierano anche Famiglia Cristiana e l'Avvenire. Sul settimanale oggi si legge: "I quotidiani sono pieni di dettagli su questo tariffario, rispetto al quale le mazzette di Tangentopoli sono acqua fresca.  La sensazione è che, se non tutto, quasi tutto sia vero. E che i trenta denari abbiamo assunto forme più moderne, ma senza cambiare significato". Sul quotidiano della Cei invece è il direttore ad esprimersi: "Riguardo alla possibilità di una formalizzazione della crisi di governo che è già in atto, io credo che nella situazione attuale dell'Italia una disordinata corsa alle urne sarebbe rischiosa e credo anche che soluzioni basate su 'governicchi' risulterebbero quantomeno problematiche".
Ad infiammare il clima contribuisce Filippo Rossi, direttore di Ffwebmagazine, che sul suo sito scrive: "Altro che moderazione, questi fogli
trasudano violenza lessicale dal primo dei titoli all'ultima delle brevi. Orgogliosamente mussoliniani, pacchianamente dittatoriali, come se la destra italiana dovesse ritrovarsi nel motto dal sapore longanesiano 'Berlusconi ha sempre ragione': tanto da far arrossire colleghi che, privatamente, piangono il loro sconforto e confessano la loro vergogna professionale". Il riferimento è a quella che viene definita la "sveglia masochistica di questa mattina: la lettura veloce del Giornale, di Libero, del Tempo".

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©