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Contribuì agli arresti di Sarno, Bocchetti e Licciardi

La Questura di Napoli ricorda il vicequestore Mario Bignone


La Questura di Napoli ricorda il vicequestore Mario Bignone
21/07/2010, 12:07

Anche la Questura di Napoli ricorda il Primo Dirigente della Polizia di Stato Dr, Mario Bignone morto stamattina a Palermo, dopo una breve malattia, fino a pochi mesi fa dirigente della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo.

Grazie alle indagini condotte dall’ufficio da lui diretto, il 15 novembre dello scorso anno, fu catturato il boss Domenico Raccuglia, già condannato a diversi ergastoli e ricercato da quindici anni, e il 5 dicembre successivo, fu arrestato Giovanni Nicchi, considerato il numero 2 di Cosa Nostra a Palermo.

Mario Bignone, napoletano, 44 anni, dal 1991 al 2002, ha prestato servizio alla sezione omicidi della Squadra Mobile partenopea, distinguendosi in numerose e complesse indagini sui clan della camorra cittadina, dapprima quelli della zona orientale e, successivamente, sulla temibile organizzazione facente capo alla famiglia Licciardi.

Abilissimo ed instancabile investigatore, anche a Napoli si era distinto in indagini tese alla cattura di latitanti di camorra, tra tutte quella dei capiclan Gaetano Bocchetti arrestato il 24.9.1998, Costantino Sarno il 14.2.1998, Giuseppe Lo Russo individuato in Spagna il 24.7.1998 e Pietro Licciardi, catturato a Praga il 7.6.1999.

Nel 2002, dopo aver brillantemente vinto il concorso per commissario, venne assegnato alla Squadra Mobile di Palermo dove ha prestato servizio inizialmente alla sezione criminalità organizzata e, come detto, poi alla sezione catturandi.

Mario Bignone è stato promosso due volte per merito straordinario, la prima volta nel 1998 per l’arresto dei capi dell’alleanza di Secondigliano, e la seconda volta, lo scorso aprile per la cattura del super boss Domenico Raccuglia.

I funerali si svolgeranno domani alle 12,00 nella cattedrale di Palermo.

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di Redazione
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