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La denuncia di Alessia Patacconi, volto di RaiTre

La Rai all'annunciatrice: "Sei incinta? Niente stipendio in maternità"


La Rai all'annunciatrice: 'Sei incinta? Niente stipendio in maternità'
16/05/2012, 09:05

ROMA - "Scegli: o due mesi senza stipendio oppure risolviamo il contratto per negligenza". Questo è stato l'ultimatum che è stato rivolto dall'ufficio del personale della Rai (si chiama "Ufficio Risorse Tv") ad Alessia Patacconi, annunciatrice su RaiTre, attualmente incinta. I due mesi erano quelli che aveva chiesto di maternità, come dovrebbe essere loro diritto. Ma Alessia, come riferisce Repubblica, che pubblica la sua vicenda, ha un contratto di collaboratrice a partita Iva (anche se dalla descrizione che viene fatta del contratto - fattura mensile da 1800 euro, indipendentemente da quanti annunci vengono fatti e per quanti giorni al mese - sembra tanto una lavoratrice dipendente a cui è stato fatto un contratto da collaboratrice così l'azienda non paga i contributi, ndr) dal 2003. Contratto annuale che viene regolarmente rinnovato.
Però resta un contratto da autonoma e la Rai non intende pagarla. Allora lei ha chiesto la documentazione per rivolgersi all'INPS ed ottenere - come da legge - una assistenza economica per cinque mesi, prima e dopo il parto. Ma l'Ufficio Risorse Tv avrebbe minacciato l'annunciatrice: se creava problemi, il contratto sarebbe stato annullato, usando una clausola che consente la risoluzione senza indennizzo in caso di assenza prolungata per impedimento sopravvenuto. Insomma, è la stessa clausola che dette scalpore un po' di tempo fa e che il direttore generale Lorenza Lei aveva assicurato che sarebbe stata cancellata: è sparito il riferimento alla gravidanza, ma resta implicito, dato che le assenze prolungate possono esserci solo in caso di grave incidente o grave malattia o, nel caso delle donne, la gravidanza, appunto.
Il vicedirettore dell'ufficio Risorse Tv, Valerio Fiorespino, intervistato sempre da Repubblica ha negato che sia vero che si intenda licenziare l'annunciatrice. Ha però ammesso che è prassi per la Rai sospendere il contratto (quindi senza pagare) le lavoratrici a contratto che vanno in maternità.

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di Antonio Rispoli
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