Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Le telecamere di "Live" nella "vela gialla"

La realtà supera la fantasia: viaggio nel regno di Gomorra


.

La realtà supera la fantasia: viaggio nel regno di Gomorra
02/11/2009, 15:11

NAPOLI - Le telecamere di “Live”, il programma d’inchiesta condotto dal giornalista Giovanni De Cicco, fanno tappa a Scampia, nelle famigerate “Vele”.
Scampia rappresenta la periferia di Napoli abbandonata al proprio destino. Lo Stato in questa zona non esiste, vige la legge del più forte. Non è una questione di camorra e nemmeno di mentalità. Si tratta di un dato acquisito, chi vive in questa parte della città sa bene, a priori, che deve convivere con la camorra, con le sentinelle, con lo spaccio di droga. Non sei obbligato a scegliere quella strada, puoi risiedere nelle “Vele” e a Scampia restando nei limiti della legalità. Basta, però, farsi i fatti propri, non denunciare, far finta di non vedere e non sentire, girare il viso dall’altra parte quando si vedono tossicodipendenti in fila per acquistare la dose quotidiana o “bucarsi” nel sottoscala. Questa volta, però, l’obiettivo di “Live” è quello di analizzare il problema da un’altra angolazione. I residenti di Scampia e delle “Vele” non hanno alternativa. Soprattutto i giovani vivono in un contesto urbano e sociale di assoluto degrado e spesso davanti a loro si prospetta una strada obbligata. L’antistato, con le sue leggi e le sue regole, garantisce lavoro, occupazione, uno stipendio a fine mese e la possibilità di fare carriera. La camorra è lo Stato, rappresenta l’unica istituzione riconosciuta disponibile a dare risposte, ad ascoltare, a dirimere le controversie, a risolvere ogni tipo di problema. Una “zona franca” considerata dalle istituzioni come un “ammortizzatore sociale”, consapevoli che senza lo spaccio e il contrabbando non saprebbero come dare risposte a migliaia di “povericristi”, i quali hanno avuto solo una sfortuna: sono nati alle porte dell’inferno.
Si vive tra l’amianto e discariche di rifiuti a cielo aperto. Tombini divelti, il cortile è una fogna senza protezione. Un percorso ad ostacoli tra immondizia di ogni genere, siringhe usate, materiale di risulta, cascate di acqua che fuoriesce dalle tubature diventate, negli anni, una gruviera. Sembra di essere a Kabul, con appartamenti occupati ed alcune case sfitte dove tutto è stato abbattuto, quasi come se si uscisse da un bombardamento. Macerie su macerie. Uno scenario difficile da raccontare con le parole giuste. Basta guardare il video (allegato all’articolo, ndr) per rendersi conto come nelle “Vele” di Gomorra la realtà ha superato la fantasia.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©