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Nessun pericolo immediato

La ricerca: sotto l'appennino meridionale c'è magma -video


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La ricerca: sotto l'appennino meridionale c'è magma -video
10/01/2018, 11:54

Nessun pericolo immediato, ma la ricerca svolta da un team di esperti e pubblicata sulla rivista Science Advances lancia un allarme per la sicurezza dell'area del Sannio-Matese.

Per la prima volta infatti è stato trovato del magma sotto l'Appennino meridionale ad una profondità minima compreso tra i 30 e i 10 km di profondità. Ciò comporta il rischio che si possano verificare terremoti di magnitudo significativa. Come spiegano i ricercatori però, il pericolo non è imminente dato che è impossibile che l'area si riattivi in tempi brevi.

La ricerca è partita dallo studio di una sequenza sismica anomala avvenuta nel dicembre 2013-2014 in un'area che già 50 mila anni fa aveva visto la presenza del vulcano di Roccamonfina.

 

Abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra i 15 e i 25 chilometri di profondità. Un'anomalia legata non solo alla profondità dei terremoti di questa sequenza (tra 10 e 25 chilometri), rispetto a quella più superficiale dell'area (minore di 10-15 chilometri), ma anche alle forme d'onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche. I risultati fin qui raggiunti aprono nuove strade non solo sui meccanismi dell'evoluzione della crosta terrestre, ma anche sulla interpretazione e significato della sismicità nelle catene montuose ai fini della valutazione del rischio sismico correlato».

Un dato che deve far riflettere. In Italia infatti c'è l'obbligo di adeguamento sismico per i 75mila edifici pubblici come scuole, ospedali, caserme, municipi e prefetture, i due terzi in zone 1 e 2. Edifici ancora poco attrezzati a superare terremoti potenti a differenza di quelli costruiti in Giappone.

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di Chiara di Tommaso
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