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L'episodio in via Prè, Genova. Fermato un anarchico spagnolo

La Russa aggredito, salvato dai cazzotti di Bornacin


La Russa aggredito, salvato dai cazzotti di Bornacin
28/05/2009, 20:05

Insolito fuori programma per Ignazio La Russa che, passeggiando tra i vicoli del centro storico di Genova, ha dovuto fare i conti con un contestatore intenzionato a manifestare in modi poco civili il suo disappunto. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, in via Prè è riuscito ad avvicinarsi al Ministro insultandolo con fare minaccioso, prima di essere scazzottato da un senatore del Pdl e bloccato dalla scorta. In un primo tempo si è detto che il giovane avrebbe sputato contro il ministro, ma poi è arrivata la smentita.  Dichiarazioni di solidarietà non si sono fatte attendere dal mondo politico in seguito al tentativo di aggressione. In seguito, il Ministro ha continuato il suo giro parlando con alcuni cittadini, che gli hanno chiesto dei provvedimenti che intende adottare il governo per valorizzare il centro storico del capoluogo ligure.

L’autore del gesto è stato identificato come S. J. A., sulla trentina, un anarchico spagnolo residente a Genova. Il giovane, che già in passato si era lasciato andare a gesti del genere, è stato bloccato prima da un pugno del senatore Giorgio Bornacin e poi dagli uomini della scorta del Ministro e consegnato ai carabinieri. Nel suo marsupio i militari hanno trovato due cacciaviti e una tronchese. L’anarchico fu arrestato per fatti analoghi a Bologna.

“Nel corso del giro ci avevano avvertito che c’era uno scalmanato, - ha commentato il senatore Bornacin, - per questo volevo che finisse presto. E ora mi chiedo se ci sia venuto da solo o se lo abbiano mandato. Siamo in un’Italia dove un ministro della Repubblica viene aggredito in un centro storico. Questo non era avvenuto neanche negli anni più pesanti”.

La Russa, che ha esortato gli uomini della scorta a non fare del male al contestatore, ha minimizzato l’episodio. “Spero che non arrestino quel ragazzo, - ha detto, - prima voglio capire se è sano di testa, e se lo è vorrei parlargli. Mi farò spiegare la motivazione di questo suo tentativo. Fossero questi i pericoli, - ha poi aggiunto La Russa, - sono ben altri quelli che ho corso nella mia vita quando facevo politica negli anni Settanta. Ringrazio i carabinieri e gli agenti per essere intervenuti senza ricorrere all’uso della violenza”.
 

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di Nico Falco
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