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Il ministro della Difesa difende il Senatùr

La Russa:"Parole di Bossi servono ad unire i suoi"


La Russa:'Parole di Bossi servono ad unire i suoi'
28/09/2010, 10:09

ROMA - "Le sue dichiarazioni sono come la musica sparata al massimo. Quando una persona normale entra in una discoteca sente solo rumore. Poi quando abbassi il volume ne capisci il senso". Così Ignazio La Russa, intervistato da La Repubblica, tenta di giustificare gli sguaiati e provocatori discorsi di Umberto Bossi.
In effetti, per il ministro della Difesa, "quella sui romani, pur essendo una frase inaccettabile e da condannare, cela una pura e semplice propaganda destinata a tenere tutti insieme". Il coordinatore del Pdl, deciso a sollevare il Senatùr da ogni colpa, prosegue poi sostenendo che, le dichiarazioni colorite dei rappresentanti del Carroccio, sono in realtà necessarie per "bilanciare il comportamento molto responsabile della Lega quando si parla di temi politici concreti, come Roma Capitale. Diciamo che è propaganda rivolta ad alcuni elettori leghisti per ammortizzare la politica responsabile del Carroccio su temi come le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità".
E riguardo la piccata reazione di Gianni Alemanno? Per La Russa "Lui si deve adirare ma la lettura politica è che per fortuna alle aggressioni verbali contro Roma non seguono atti ostili". E poco importa se, il ministro, da ex aennino e da attuale uomo che si definisce orgoglioso rappresentante della destra, dovrebbe inorridire dinanzi al vilipendio di bandiera ed inno d'Italia; ricordandosi, magari, che la Lega Nord viola praticamente ogni giorno proprio l'articolo della Costituzione che vieta ogni tipo di insulto all'Unità nazionale ed al tricolore. E così, mentre Bossi può lanciare ogni tipo d'anatema per "unire i suoi", il resto degli Italiani non possono girare in una pubblica piazza con il tricolore in alto se, in tale piazza, è in corso una festa leghista. Qualcuno parla di nuovo regime fascista ma, in verità, lo stesso Mussolini ascoltando La Russa e company non può far altro che rivoltarsi della tomba. A questo punto vien praticamente automatico osservare che "non esistono più i fascisti di una volta"; quelli odierni, infatti, si sforzano di andare d'accordo proprio con tutti pur di non perdere la propria poltrona.

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di Germano Milite
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