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Alcuni punti fermi su quanto si sa finora

La situazione di Berlusconi nel caso Ruby


La situazione di Berlusconi nel caso Ruby
08/02/2011, 09:02

In questi giorni sto sentendo il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi e gli uomini del Pdl dire più o meno qualsiasi cosa, reale o meno (e per lo più sono cose irreali), per dimostrare la malafede della Procura di Milano. Quindi, ripercorriamo i fatti, aggiungendo qualche specificazione giuridica in linguaggio molto semplice.

Nel maggio scorso, una ragazza viene denunciata per furto e portata in Questura a Milano. Si tratta di Karima El Marough, meglio nota oggi come Ruby Rubacuori. Come da legge, i poliziotti iniziano le procedure per il fotosegnalamento (foto, impronte digitali e controllo presso il Ced se ci sono precedenti penali) ed avvisano il Pm di turno alla Procura dei Minori, dottoressa Annamaria Fiorillo. La quale, appreso che la ragazza dichiara di vivere facendo la danza del ventre, ordina che venga mandata in comunità, in attesa di ulteriori controlli. Ma in Questura arrivano una serie di telefonate (non una, ma almeno una decina nell'arco di 6 ore circa) di Berlusconi, che chiedono, secondo le Procura, di rilasciare la ragazza; secondo il Pdl sono solo telefonate fatte per informarsi. Resta un punto: tante telefonate, fossero anche per informarsi, da parte del Presidente del Consiglio costituiscono quella pressione sul pubblico ufficiale che configura il reato di concussione, indipendentemente dal contenuto delle telefonate stesse. Per carità, deve decidere il giudice e così via, ma la sostanza è questa.
La ragazza quindi viene rilasciata e consegnata alla consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, che la lascia alla prostituta con cui Ruby viveva. Naturalmente ognuno è libero di credere se vuole al fatto che Berlusconi credesse davvero che fosse la nipote di Mubarak, ma è qualcosa di non verosimile. A meno di non considerare che il premier è completamente rincoglionito e quelli del Pdl lo sanno ma vogliono proteggerlo. Di questa consegna viene avvisata la dottoressa Fiorillo che capisce che probabilmente la ragazza si prostituisce ed avvisa la Procura di Milano. Dato che la ragazza, nelle sue dichiarazioni, aveva tirato in ballo Emilio Fede e Lele Mora, cominciano le indagini su questi due e sulla Minetti, che sono le uniche tre persone di cui si sa qualcosa, dato che potrebbe configurarsi il reato di sfruttamento della prostituzione. Tra le varie iniziative di indagine, vengono messi sotto controllo i telefoni di Fede, Mora e Minetti, ma anche quello delle ragazze giovani con cui i tre entravano i contatti. Di solito il Pdl o Berlusconi dicono che i Pm hanno spiato dal buco della serratura di Arcore o che hanno messo sotto controllo tutte le ragazze che andavano a casa di Berlusconi. In realtà quel troncone di indagine sulle intercettazioni telefoniche non riguarda assolutamente il premier. Non potrebbe comunque riguardarlo, dato che è parlamentare, ma i reati che gli sono contestati non prevedono intercettazioni telefoniche. Il reato di concussione, perchè è dimostrato documentalmente, come ho detto prima; il reato di prostituzione minorile ha una pena massima di 4 anni, al di sotto dei 5 che sono il tetto minimo per poter disporre intercettazioni. Quindi anche se a commettere questi reati fosse il signor Rossi, non sarebbe possibile fare intercettazioni. Questa parte riguarda il caso di sfruttamento della prostituzione contestato a Fede, Mora e Minetti.
Poi si comincia a sapere delle indagini, con tutto il bailamme che viene scatenato, ed ora la Procura deve decidere cosa fare. Anche qui il Pdl e i giornalisti di quella parte politica sostengono che la Procura di Milano sta rallentando per tenere il premier sulla corda, per motivi politici. In realtà, il problema è che adesso ci sono dei quesiti di natura giuridica. Vediamo quali. La cosa logica sarebbe quello di mantenere tutto il processo insieme, come insieme sono state fatte le indagini. Ma la presenza di Berlusconi rischia di rallentare notevolmente lo svolgimento del processo; inoltre lui risponde di reati diversi da quelli dei coimputati. Quindi è possibile "stralciare" (è il termine tecnico per "dividere") la posizione di Berlusconi dagli altri tre. Cosa che conviene anche perchè il premier è stato iscritto nel registro degli indagati solo a dicembre, mentre gli altri sono iscritti da più tempo. Questo permette di ricorrere a percorsi giudiziari semplificati. ma quali? Si è parlato molto di rito immediato, che effettivamente è possibile. Ma vale solo per il reato di concussione. Per quello di prostituzione minorile no, perchè ha una pena massima inferiore ai 5 anni. Per quello si può usare la citazione diretta: cioè il Pm fa da solo il rinvio a giudizio (anche qui è una procedura possibile quando le indagini sono molto brevi). Quindi bisognerà stralciare ancora i due processi di Berlusconi, usare due procedure differenti e poi chiedere, all'inizio del processo, al Tribunale la riunificazione. Si tratta di procedure che però vanno valutate, per evitare di offrire alle difese (e si sa quanto è tignosa quella di Niccolò Ghedini) lo spunto per ricorsi o altre manovre dilatorie. Ed è per questo che la Procura ci sta pensando venti volte, prima di decidere ogni mossa. Un qualcosa di riservato a Berlusconi? No, in tutta Italia le Procure agiscono così, quando sanno di avere di fronte qualcuno che può schierare i migliori avvocati.

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di Antonio Rispoli
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