Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

La fusione tra Fiat e Chrysler? Era già nota da mesi

La sorpresa di Marchionne... per i sindacati

Cisl e Uil ovviamente non ammetteranno i loro errori

La sorpresa di Marchionne... per i sindacati
05/02/2011, 10:02

Mi sto divertendo (ma sono risate amare) nel vedere le reazioni che stanno creando le dichiarazioni di Marchione, della fusione tra Fiat e Chrysler entro il 2013. Mi diverte perchè Marchionne l'aveva già fatto capire. Se si esaminano le dichiarazioni, il suo famoso "Piano Italia", che non aveva mostrato a nessun sindacato, era evidente. Smantellare le fabbriche qui in Italia, ottenendo contemporaneamente dallo Stato italiano quei 15-20 miliardi di dollari che gli servono per acquisire negli Usa la proprietà della Chrysler. E così ha iniziato da Termini Imerese, che è in Sicilia, dove i giornalisti non parlano di ciò che succede, dato che, essendo un feudo di Berlusconi e Dell'Utri, nulla può andare male. Tra 11 mesi, la fabbrica siciliana, costata decine di miliardi di lire allo Stato italiano (la Fiat non ci ha messo neanche una lira), verrà chiusa e gli operai, se gli va bene, finiranno in cassa integrazione a tempo indeterminato. Certo, questo significa la distruzione di oltre 10 mila posti di lavoro e le chiusura di decine se non centinaia di aziende dell'indotto, ma a chi importa?
Solo che Marchionne non vuole rotture di scatole o problemi legali. E così ha fatto gli accordi di Pomigliano e Mirafiori, in questo assistito da Cisl e Uil: un nuovo accordo che vieta la sindacalizzazione degli operai, vieta gli scioperi e costringe gli operai ad un superlavoro. Così, se tra due anni decide di licenziare la metà degli operai in queste due fabbriche, chi può opporsi? Fanno sciopero? Non possono farne più di uno. Infatti nel contratto è previsto che chi sciopera o fa una assenza che danneggia la produzione, rischia sanzioni disciplinari, che possono arrivare anche al licenziamento? Fanno causa davanti al giudice? Non possono, è espressamente vietato dalla legge che è stata approvata dal governo, per coloro che hanno firmato l'accordo per cui le parti vanno davanti ad un collegio arbitrale. Perchè tutti i lavori Fiat che vogliono lavorare tra poco dovranno firmare questo accordo. E così, grazie a queste norme, verranno licenziati tutti gli operai Fiat, da Mirafiori a Termini Imerese. Resteranno forse quelli di Arese, dove si produce l'Alfa Romeo; forse anche qualche ufficio di manager a Torino; ma entro il 2015 tutti gli altri stabilimenti Fiat verranno chiusi. Ecco il piano di Marchionne per lo sviluppo della società automobilistica italiana. Ovvio che per ora non può dirlo ai sindacati. Ma tra poco estenderà il contratto di Pomigliano e Mirafiori agli altri stabilimenti e poi comincerà il licenziamento di massa. Ma per allora nessuno ricorderà l'appoggio che il governo Berlusconi (in particolare il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi) avrà dato a questa manovra che danneggerà indelebilmente l'Italia. Così come nessuno ricorderà i commenti entusiastici dei vertici di Cisl e Uil a questi accordi capestro, nè che l'unico sindacato ad opporsi è stata la Fiom (e non la Cgil, che ha fatto l'impossibile per stoppare Landini e i suoi). Ma gli italiani sono dei maghi nel non ricordare nulla.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©