Cronaca / Sanità

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La toccante vicenda di una mamma disabile di Foligno

La storia di Federica Carioli:"L'Asl ha negato le cure ai miei figli disabili e ora vuole portarmeli via"


La storia di Federica Carioli:'L'Asl ha negato le cure ai miei figli disabili e ora vuole portarmeli via'
20/03/2011, 18:03

FOLIGNO - Federica Carioli è una giovane e coraggiosa donna di Foligno che sta lottando da tempo contro la malasanità umbra. Disabile al 100% e costretta su di una sedia a rotelle dal luglio 2010, è madre di tre splendidi bimbi: Michael (5 anni) Raffaella Maria (4 anni) e Maria Gabriella ( 3 anni ad aprile).
A causa di una denuncia al tribunale dei minori presentata dalla tristemente nota Asl3 di Foligno, Federica rischia di perdere tutti e tre i suoi piccoli, affetti da autismo e da altri disturbi dello sviluppo.
La sua storia, fatta di soprusi, gravi incompetenze mediche e vere e proprie ritorsioni, si aggiunge all’ingloriosa collezione di drammi generati dalle istituzioni pubbliche che contengono al proprio interno grumi di inefficienza e corruzione.
Durante la prima gravidanza, la donna, che soffriva di diabete ed epilessia, è stata seguita da diversi specialisti dell’ospedale Silvestrini di Perugia. Per i primi sei mesi, la situazione è sembrata sotto controllo e non sono stati riscontrati problemi. Poi improvvisamente la scoperta di un’infezione e le prime complicazioni. Michael nasce prematuro e nessuno dei pediatri che lo visita riesce a diagnosticarne l’autismo. La 32enne nota qualcosa di strano nel comportamento del piccolo ma, rassicurata dai pareri degli esperti, si convince che le piccole anomalie riscontrate nel comportamento del figlioletto scompariranno con l’età.
Nel marzo 2007, Federica mette al mondo Raffaella Maria. Per la seconda gravidanza gli episodi di malasanità sono ancora più eclatanti: ricoverata nuovamente presso l’Ospedale di Perugia in seguito alle frequenti crisi di ipoglicemia, la donna deve affrontare gli ultimi giorni prima del parto in condizioni difficili. Il personale del nosocomio, infatti, era stato ridotto in seguito all’attuazione di politiche di “razionalizzazione economica” e, per circa 40 pazienti, erano disponibili soltanto 2 infermiere. Dopo un’intera notte passata senza la minima assistenza, la crisi epilettica delle trentenne è quindi praticamente inevitabile. La bimba nasce prematura dopo un’ora e mezza di crisi patita dalla madre ma, miracolosamente, non riporta gravi danni cerebrali. In futuro, però, le verranno diagnosticati vari disturbi delle tappe evolutive (disturbo del linguaggio, disturbo del comportamento, disturbo generalizzato dello sviluppo). La piccola, comunque, non ha ancora terminato il tortuoso iter diagnostico.
Ma è proprio con l’ultima nata che si raggiunge l’apice del vero e proprio dramma sanitario vissuto dalla giovane mamma: ricoverata al settimo mese, Federica viene colpita da un altro violento attacco di epilessia dovuto a crisi ipoglicemica non monitorata (anche in questo caso, infatti, il personale medico ridotto non ha tenuto sotto controllo la paziente durante la notte). L’infermiera che assiste la donna, si limita a farle praticamente ingozzare una fetta biscottata per tentare di far salire il tasso glicemico. A quel punto, però, il provvedimento risulta tardivo ed inutile e l’attacco epilettico (che dura mezz’ora) si ripresenta con forza. A causa della crisi della madre, anche la piccola che si trova in grembo subisce ben due ischemie. L’infermiera, riscontrato il problema, non riesce a trovare il medico di guardia e non sa come intervenire. Nove ore dopo finalmente si può effettuare il cesareo: Maria Gabriella nasce con due mesi di anticipo e deve patire fin da subito una brachicardia. Dopo un massaggio elettrocardiaco, inoltre, la neonata appare cianotica e non risponde agli stimoli esterni.
Trascorrono sei mesi e la piccola, che sorrideva ma non muoveva il resto del corpo, viene visitata al Centro dello sviluppo di Foligno. Le visite specialistiche sono previste anche per gli altri due fratellini: per Michael, il più grande, viene riscontrato un disturbo cognitivo che porta all’incomprensibile decisione di far seguire il bimbo di soli 2 anni dal Centro di Igiene Mentale. A quel punto Federica si rende conto di non potersi più fidare dell’operato dei medici “istituzionali”; decidendo cos’ di recarsi a Pisa per far visitare i suoi tre figli alla clinica universitaria specializzata per malattie neuropsichiatriche infantili “Stella Maris”. La prima preoccupazione è quella di stabilire una diagnosi precisa almeno per il primogenito, dato che per le due sorelline la prima visita non potrà avvenire se non dopo sei mesi. In un secondo momento, si è provveduto ad effettuare una serie di esami per capire se a causare i problemi di sviluppo mentale e cognitivo dei tre bambini fossero stati difetti genetici trasmessi dai genitori.
Per Michael, gli esami sono stati addirittura due, mentre, per Maria Gabriella e Raffaella Maria, i primi test genetici sono stati effettuati a giugno 2010. Gli esami, comunque, hanno dato esito negativo: sia per Michael che per le altre due bimbe, i problemi sembrano essere stati causati proprio dalle travagliate gravidanze ed in particolare dal parto. Gli specialisti della Stella Maris, sconfessando le diagnosi fino ad allora fatte dai medici che li avevano preceduti, nel primogenito riscontrano l’autismo e prescrivono una cura riabilitativa particolare della quale si sarebbe dovuta preoccupare proprio la Asl3 di Foligno.
Era l’8 ottobre del 2009 quando Federica scriveva la prima lettera all’Asl con l’intento di richiedere il trattamento sanitario più adatto per i suoi tre figli (trattamento tra l’altro indicato dalla SINPIA: società italiana di neuropsichiatria dell‘infanzia e dell‘adolescenza). La cura richiede difatti che il piccolo sia seguito da un neuropsichiatra infantile, un logopedista, uno psicologo ed uno psicomotricista (figura che però manca alla Asl di Foligno la quale, tra l‘altro, per la cura dei bimbi autistici utilizza esclusivamente lo psicologo del Cim). La terapia prevede inoltre che il bimbo frequenti regolarmente l’asilo infantile e, in tale senso, comincia il secondo travaglio di Federica e dei suoi figli. Dato che i tre bimbi dovevano frequentare l’asilo per poter meglio superare i ritardi mentali diagnosticati, Carioli chiede all’Asl di spostare le terapie dal mattino al pomeriggio. Dopo diverse raccomandate inviate (e regolarmente ricevute) dalla dirigenze dell’istituto sanitario, però, nulla cambia e gli orari per le sedute non vengono spostati; impedendo di fatto lo svolgimento regolare della terapia per Michael, Maria Gabriella e Raffaella Maria.
“I dirigenti sanitari mi assicuravano che avrebbero provveduto a cambiare orari e tipologia di terapia per i miei figli - precisa la signora Carioli -. Però, concretamente, parlando con i cosiddetti “piani bassi” e con le dottoresse del Cim e del Centro per i disturbi dell‘età evolutiva, mi veniva negata ogni possibilità di cura alternativa”.
Sempre nel mese di giugno, grazie ad una risonanza magnetica effettuata allo Stella Maris, a Maria Gabriella viene diagnosticata una leucomalacia periventricolare ipossico ischemica (danno cerebrale che causa un ritardo mentale medio e permanente). In pratica, si tratta di un infiammazione del cervello dovuta alle ischemie e ad un’emorragia cerebrale il cui liquido non si è riassorbito ma si espanso su tutta le superficie cerebrale. La bimba sta quindi anche sviluppando epilessia ed autismo (la cui diagnosi ufficiale è attesa per il mese di aprile).
Ma le brutte notizie per la madre trentaduenne e disabile non sono finite: L’Asl3 di Foligno, infatti, sospende ogni terapia e, non paga, denuncia Carioli presso il Tribunale dei minori sostenendo che quest’ultima si è rifiutata di far curare i propri figli dalla struttura. Una caso incredibile ed indecoroso che non può lasciare indifferenti le autorità. Sul caso Carioli bisogna far luce prima possibile, punendo coloro i quali hanno causato tanta sofferenza ad un’intera famiglia incapace, tra l’altro, di affrontare le enormi spese per cure in istituti privati.

I DOCUMENTI
Nella fotogallery allegata, troverete tutti i doqumenti del caso Carioli; così da poter valutare in maniera ancora più puntuale e precisa la gravità delle azioni messe in atto dalla Asl 3 di Foligno.

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di Germano Milite
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LE ALTRE FOTO.
La lettera di denuncia presentata dall'Asl 3 di Foligno al Tribunale dei Minori
La diagnosi del centro speranza sulla malattia di Michael
Altra diagnosi su Michael
La diagnosi dell'istituto Stella Maris per Maria gabriella
La diagnosi dell'istituto Stella Maris per Maria gabriella
La certificazione dello Stella Maris sull'autismo di Michael
La certificazione dello Stella Maris sull'autismo di Michael
Certificazione del centro speranza per Michael
La prima lettera inviata dalla Carioli alla Asl 3 di Foligno
Seconda parte della lettera della Carioli
Seconda parte della lettera della Carioli
La risposta-diagnosi dell'Asl
Seconda risposta dell'Asl
Terza risposta dell'Asl
Diagnosi dello Stella Maris su Gabriella Maria
Diagnosi dello Stella Maris su Raffaella Maria