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La strage dei 20enni: la risposta dei “girati”


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La strage dei 20enni: la risposta dei “girati”
18/09/2012, 12:29

NAPOLI – Era un pusher vicino agli scissionisti, l’ala staccatasi dai Di Lauro e che fa capo alle famiglie Abete-Abbinante di Scampia, il giovane Roberto Ursillo, freddato ieri a Chiaiano mentre era alla guida della sua autovettura. Gli Abete e gli Abbinante, insieme ai Notturno e agli Aprea, si oppongono al gruppo dei cosiddetti "girati" di via Vanella-Grassi nel controllo delle piazze di spaccio a Scampia e Secondigliano. Una vera e propria guerra per la droga ed il suo immenso business che va avanti già da tempo e che non ha trovato ancora non ha avuto la risposta ferma dello Stato. Si continua a morire nell’area a nord di Napoli nonostante i proclami delle istituzioni e le intenzioni più o meno serie del sindaco de Magistris, a cui la passata amministrazione ha lasciato un’eredità pesantissima proprio su Scampia. In prima linea nel contrasto istituzionale alla criminalità il presidente dell’ VIII Municipalità Angelo Pisani, che durante le operazioni di verifica del fatto di sangue da parte delle forze dell’ordine ha sottolineato come quell’agguato fosse “la risposta già scritta della camorra agli annunci della politica". Dito puntato nuovamente contro l’immobilismo delle Istituzioni preposte, e le troppe fantasie estive che provengono da Palazzo San Giacomo, ultima delle tante, la “costituzione di cantieri nel cuore delle vele”. L’esecuzione di un giovanissimo ‘manovale’ della camorra è l’esempio di come la legge del danaro è bagnata dal sangue di tutti.

 

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di Rosario Lavorgna
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