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Cronaca / Giudiziaria

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Durissime le motivazioni della sentenza

La trattativa Stato-mafia accelerò la morte di Paolo Borsellino


La trattativa Stato-mafia accelerò la morte di Paolo Borsellino
19/07/2018, 18:55

PALERMO - Sono state depositate le oltre 5000 pagine che costituiscono le motivazioni della sentenza sulla trattativa Stato mafia, che ha visto il 20 aprile scorso pesanti condanne: 28 anni per il boss Leoluca Bagarella, 12 anni per gli ex generali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, 12 anni per l’ex senatore Marcello Dell’Utri, 8 anni per l’ex colonnello Giuseppe De Donno, 8 anni per Vito Ciancimino. 

Ci vorrà tempo per esaminare tutti i dettagli. Ma una cosa è balzata subito agli occhi. La convinzione dei giudici, in base alle prove, che l'esistenza stessa della trattativa abbia convinto i boss della mafia che non ci sarebbe stata alcuna reazione dopo la strage di Capaci; cosa che ha accelerato l'attuazione della seconda strage, quella di via D'Amelio in cui venne ucciso il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Inoltre Borsellino aveva riferito alla moglie di temere contatti tra esponenti infedeli delle istituzioni e boss mafiosi. 

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di Antonio Rispoli
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