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Gruppo islamista: “Pagato un riscatto di 15 mln di euro”

La Urru è in Italia. Oggi sarà ascoltata dalla Procura di Roma

“Grazie a tutti, sto bene e sono pronta a tornare in Africa”

La Urru è in Italia. Oggi sarà ascoltata dalla Procura di Roma
20/07/2012, 10:08

ROMA – È tornata finalmente in Italia la cooperante italiana Rossella Urru, dopo nove mesi di prigionia nel deserto del Mali. “Grazie a tutti, finalmente è finita. Sto bene e sono pronta a tornare in Africa” ha detto al suo arrivo all’aeroporto di Ciampino, a Roma, dove è stata accolta dai familiari, dal presidente del Consiglio Mario Monti e, tra gli altri, dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e quello della Cooperazione, Andrea Riccardi. Tornata in Italia ieri, Rossella Urru non è potuta rientrare subito nella sua Samugheo, in Sardegna, perché oggi sarà ascoltata dalla Procura della Capitale, dove è giunta pochi minuti fa, che ha aperto un fascicolo sul sequestro. Solo successivamente un volo la riporterà a casa, dove la attende una grande festa. La Urru sarà ascoltata in merito al suo rapimento, avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011, in un campo profughi del sud dell’Algeria. All’audizione partecipano anche i militari del Ros.


Diverse le versioni sulla sua liberazione e su quella degli altri due volontari spagnoli. Secondo uno dei mediatori, l’accordo con i rapitori prevedeva uno scambio con militanti islamici. Ma oltre alla liberazione dei mujaheddin sarebbe stato pagato un riscatto di 15 milioni di euro per i tre cooperanti. Per Rossella Urru e gli spagnoli Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez è stato pagato “un riscatto di 15 milioni di euro”: è quanto rivela un portavoce del gruppo MOJWA (Movimento per un’unica jihad nell’Africa occidentale), il gruppo islamista del Mali responsabile del sequestro. “Abbiamo avuto 15 milioni di euro per il rilascio degli ostaggi e abbiamo ottenuto anche il rilascio di un mujahedeen (combattente) in prigione in Mauritania”, ha detto Walid Abu Sarhaoui.

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di Redazione
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