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La violenza (obbligata?) dei tifosi contro Maroni


La violenza (obbligata?) dei tifosi contro Maroni
28/08/2010, 08:08

Alcuni giorni fa, al Berghem Fest (ma che mania idiota di usare sempre il dialetto) è arrivato il Ministro dell'Interno Roberto Maroni a discutere della tessera del tifoso. CIrca 500 persone si sono radunate fuori per protestare e per avere un incontro con Maroni per discutere della suddetta tessera. Ma Maroni li ha liquidati con un "con quei violenti non ci parlo" e i 500 violenti lo sono diventati davvero: petardi, sassi, quattro auto incendiate, ecc. Per carità, atteggiamento violento, da condannare e punire, dato che si tratta di reati. Ma esaminiamo alcuni aspetti che nessuno ha considerato.
Il primo: perchè il Ministro dell'Interno ha rifiutato l'incontro? Perchè ne aveva già uno preparato con due persone - che sono stati presentati come "rappresentanti dei tifosi" e che invece non rappresentano neanche loro stessi - che l'hanno incensato, gli hanno fatto un sacco di complimenti "Oh che bella idea questa tessera, oh che magnifico progetto" ecc. Ovviamente, non c'è in questo governo la cultura del confronto, quindi si partecipa solo ai comizi di partito, dove arrivano non persone dotate di cervello ma claque - a pagamento o per ideologia non fa differenza - che applaudono a comando. Ma il contatto con la realtà e con le persone vere resta lontano, qualcosa che non solo non esiste, ma è ampiamente deformato da questo modo di agire.
Il secondo punto da considerare è: proviamo ad immaginare che al posto di 500 tifosi arrabbiati si fossero presentati 500 manifestanti, armati solo di striscioni e cartelli contro Maroni. Cosa sarebbe successo? Beh, quello che succede sempre quando si organizzano piccole manifestazioni - appunto di poche centinaia di persone - contro esponenti del governo. Basta andare su Youtube e vedere quello che è successo per esempio a L'Aquila decine di volte, ma anche in altre zone. Davanti ai pacifici manifestanti si sarebbero schierati 2-300 poliziotti in assetto antisommossa, guidati da qualcuno in borghese (persone che sono o si spacciano per dirigenti Digos o del servizio di sicurezza, non si può sapere con esattezza, perchè arrivano agiscono e non rispondono mai delle loro azioni), che avrebbe distrutto qualsiasi striscione o manifesto sgradito e li avrebbe costretti a mettersi ad un chilometro di distanza, in modo che lo laoro protesta diventasse invisibile. E se non avessero obbedito, opponendo resistenza passiva, come sempre avviene in questi casi si sarebbe passati alla fase due: i poliziotti lanciati in mezzo ai pacifici manifestanti a menare manganellate all'impazzata, per disperdere la manifestazione. Tanto anche qui: i poliziotti sanno che possono essere violenti quanto vogliono, hanno solo dei premi se si distinguono nel rompere le teste altrui (ricordate Genova 2001? Tutti promossi per aver rotto teste, braccia, per aver torturato, ecc.). Inoltre la TV e i giornali avrebbero parlato, come fanno sempre, di cariche di alleggerimento per disperdere una folla violenta; quindi c'è anche la copertura mediatica precostituita, in modo che l'immagine pubblica è salva. E allora a questo punto, normale che l'idea di avere iuna reazione violenta c'è.
Il terzo punto è stata una intervista che ho ascoltato al TG3. Era intervistato un assessore leghista che aveva organizzato l'incontro e che ha detto più o meno così: "Certo che andare sugli spalti come tifoso per 35 anni e poi vedere 50 o 60 persone che rovinano la reputazione dei tifosi onesti...". Beh, a questo punto stavo già con la pancia in mano dalle risate. I tifosi bergamaschi sono tra i più violenti d'Italia. Sugli spalti tutti gli strisciuoni che si vedono sono di insulti ed offese; e se di fronte c'è una squadra meridionale, non ne parliamo. Se all'Atalanta venisse applicata la stessa severità nelle sanzioni che viene applicata al Napoli, lo stadio dovrebbe essere chiuso da anni. In particolare quando c'è il derby con il Brescia, altra tifoseria non meno violenta, la città è in stato di assedio, con tanto di coprifuoco. E adesso il problema sarebbero quei 50-60 violenti? Troppo divertente, troppo comico.

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di Antonio Rispoli
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