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Lavoro duro, ma ben retribuito

L'Abruzzo (e non solo) cerca fornai e non li trova

Il problema esteso a tutti i settori dell'artigianato

L'Abruzzo (e non solo) cerca fornai e non li trova
31/08/2011, 11:08

L'AQUILA - Un articolo del Corriere della Sera riporta ad una realtà di cui raramente si parla: quella dell'artigianato che non trova apprendisti. Nell'articolo si parla dei panificatori: in Abruzzo ne mancano 100, in tutta Italia circa 4000. Inoltre sono molti i panificatori stranieri, che negli scorsi anni hanno appreso il mestiere e poi si sono messi in proprio. Cosa non difficile, dato che uino stipendio può arrivare a 3000 euro al mese, per quelli che vengono messi in regola, compresi gli extra. Il rischio, nel lungo termine, è che si perda il senso della tradizione, dato che molte regioni (Abruzzo, Campania, Puglia) hanno delle tipologie di pane che non si trovano altrove. Fuori dall'Abruzzo, chi conosce il pane casereccio de L'Aquila? Fuori dalla zona di Napoli, chi consce il pane di San Sebastiano? E si può continuare. Ormai anche la produzione del pane tende a privilegiare forme e gusti standard.
Ma soprattutto c'è un problema sui lavori artigianali: nessuno intende farli. La maggior parte delle persone, spinti anche dai genitori, cercano la laurea, per puntare in alto nella vita. Lasciando così scoperti i lavori in basso: non solo panificatori, ma anche orafi, idraulici, piastrellisti e quant'altro. Ed è quasi incredibile se pensiamo che in Italia abbiamo oltre 3 milioni di disoccupati e 5 milioni di precari. Certo, non sarebbe la soluzione per tutti, ma un ridimensionamento delle proprie aspettative consentirebbe di piazzare decine e forse centinaia di migliaia di queste persone. E poi... chissà? ALla lunga l'artigiano può anche diventare imprenditore.

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di Antonio Rispoli
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