Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Arrestati ultrà del gruppo "Bronx". Conoscevano Santacroce

L'accusa del pm: rapporti tra calcio e camorra


.

L'accusa del pm: rapporti tra calcio e camorra
16/02/2012, 13:02

NAPOLI – E’ scattato alle prime luci dell’alba il blitz degli agenti di Polizia di Stato della Questura di Napoli nei confronti di undici appartenenti al gruppo "ultras" partenopeo denominato "Bronx". A seguito di indagini della D.I.G.O.S. sono stati fermati dei membri dei gruppi organizzati, tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un'indeterminata serie di delitti in occasioni di manifestazioni calcistiche nazionali ed estere. I casi in questione sono relativi all’anno 2010. Più specificamente, ai gravi atti di violenza commessi a Napoli il 9.5.2010 in occasione della gara Napoli-Atalanta, a seguito dei quali rimasero feriti  13 Agenti della Polizia di Stato; a Udine il 7.2.2010, in occasione dell'incontro Udinese-Napoli, a Bucarest (Romania) il 30.9.2010, in occasione della gara Steaua-Napoli, valida per il campionato di Europa League 2010, ed, ancora, a Napoli, il 21.10.2010, in occasione della gara Napoli-Liverpool, anch'essa valida per la stessa competizione, dove furono aggrediti e feriti, in diverse occasioni, 7 turisti inglesi e 5 Agenti della Polizia di Stato. “Abbiamo organizzato un gruppo di lavoro – ha specificato nel corso della conferenza stampa il procuratore aggiunto, Giovanni Melillo – specializzato in materia di eventi sportivi per avere una visione unitaria e completa di quanto accade”. Degli undici fermati solo due sono finiti al carcere di Poggioreale. Si tratta di Francesco Fucci e Umberto La Fontana. Singolare la storia del primo dei due, affiliato al clan Mazzarella, già gravemente indiziato di traffico di sostanze stupefacenti. Fucci, tra l'altro, aveva anche rapporti diretti con alcuni tesserati della SSC Napoli. Come Fabiano Santacroce, ex giocatore azzurro oggi al Parma, il quale ha riferito di aver conosciuto a Castelvolturno l'ultrà oggi arrestato. “Gli fu presentato da Paolo Cannavaro – ha spiegato Melillo – che è però del tutto estraneo alle indagini”. Indagini che sono durate ben due anni, nel corso dei quali materiale da guerriglia è stato sequestrato negli appartamenti degli ultrà, e si è individuato il segno di riconoscimento del gruppo: un tatoo riportante il nome della banda, che doveva essere cancellato nel caso di uscita dal gruppo.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©