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Ladro di giorno, impresario di notte: arrestato 'Massimo Franceschetti'


Ladro di giorno, impresario di notte: arrestato 'Massimo Franceschetti'
02/02/2009, 18:02

Criminale di giorno, impresario di notte. Era la doppia identità di P.P., pregiudicato cinquantunenne di origini napoletane, arrestato a Roma dagli agenti del commissariato Viminale, diretto da Lorenzo Suraci. I poliziotti sono arrivati all’uomo indagando sui malviventi che, dopo aver alleggerito i malcapitati del portafoglio, utilizzano le carte di credito per prelevare grosse somme di denaro dai conti delle vittime. L’uomo, pregiudicato, con poco meno di due anni di reclusione da scontare, era riuscito a far perdere le proprie tracce e, presentandosi come Massimo Franceschetti, di professione impresario cinematografico, era riuscito a ritagliarsi un posto nella “Roma bene”.  Riusciva a mantenere un alto tenore di vita con i soldi rubati di giorno, mentre di notte frequentava l’alta borghesia capitolina partecipando a feste ed eventi mondani. Sapeva essere così disinvolto e convincente che nessuno, tra i suoi conoscenti, avrebbe potuto mai sospettare che potesse mentire, né tantomeno di avere a che fare con un truffatore che di giorno si dava ai furti. Il lavoro certosino delle forze dell’ordine ha però fatto luce, riuscendo a ricostruire le abitudini dell’uomo. Gli investigatori hanno così focalizzato le loro ricerche nel mondo della moda: sabato pomeriggio P.P. è stato individuato nei pressi di piazza di Spagna, mentre stava entrando in un albergo di lusso, location di una sfilata. All’atto del fermo il cinquantunenne ha fornito false generalità, ma il suo stratagemma è stato ben presto scoperto; condotto in questura per il foto segnalamento, è stato identificato come ricercato. Nel suo appartamento le forze dell’ordine hanno rinvenuto materiale di provenienza illecita, verosimilmente il bottino dei furti perpetrati di giorno. “Massimo Franceschetti” è stato denunciato in stato di libertà per ricettazione ed è stato rinchiuso nel carcere di Rebibbia per l’espiazione della pena residua.

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di Nico Falco
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