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La decisione in seguito alle presunte pressioni del Premier

L'Agcom avvia una istruttoria su Innocenzi


L'Agcom avvia una istruttoria su Innocenzi
18/03/2010, 19:03

ROMA – l’Agcom interviene nella vicenda sulle presunte pressioni del Presidente del Consiglio dei Ministri per evitare la messa in onda di trasmissioni considerate scomode.
Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presieduto da Corrado Calabrò, ha deliberato, all'unanimità, di chiedere al Comitato etico di esprimere il suo avviso in relazione alle notizie su alcune intercettazioni telefoniche, effettuate nell'ambito di un'indagine giudiziaria condotta dalla Procura della Repubblica di Trani, che riporterebbero brani di conversazioni tenute, tra gli altri, da un componente dell'Autorità.
Secondo quanto risulta, il relatore del provvedimento sarebbe stato lo stesso presidente Calabrò. Il Comitato etico si pronunzierà dopo aver audito l'interessato. Il Comitato etico è composto dagli ex Presidenti della Corte Costituzionale Riccardo Chieppa e Franco Bile, nonché dal Presidente aggiunto del Consiglio di Stato Pasquale de Lise.
Il fascicolo dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Trani sulle presunte pressioni che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe esercitato su membri dell'Agcom relativamente ad alcune trasmissioni della Rai sarà trasferita, probabilmente al Tribunale dei Ministri di Roma. La decisione verrà formalizzata domani. Il premier è accusato di concussione, violenza e minacce. Una istanza in cui si rilevava l'incompetenza territoriale e funzionale della Procura a indagare è stata presentata ieri dai legali del premier, Niccolò Ghedini e Filiberto Palumbo. L'incompetenza funzionale significa che il fascicolo deve passare dal giudice ordinario a quello speciale, appunto il Tribunale dei ministri. Da quanto si apprende tutto il fascicolo riguardante Berlusconi verrà trasferito.
Proseguono le indagini. Un giornalista del quotidiano 'La Repubblica' è stato ascoltato questo pomeriggio per alcune ore dal Procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Trani Carlo Maria Capristo e dall'aggiunto Francesco Giannella. L'audizione, svoltasi negli uffici della Digos della Questura di Bari, è durata alcune ore. A un certo punto è giunto in Questura anche l'avvocato di fiducia del giornalista, segnale che la sua posizione nel frattempo potrebbe essere mutata.
Intanto, Palazzo dei Marescialli ha precisato che non ci sarà nessuna istruttoria sull'ispezione avviata dal Guardasigilli in corso alla Procura di Trani, ma una risoluzione di carattere generale che ribadirà i principi del rapporto tra poteri degli ispettori e segreto investigativo. La risoluzione potrebbe essere già pronta la prossima settimana.
La sesta commissione del Csm si è riunita questa mattina e, a maggioranza e con il solo voto contrario del laico del Pdl Gianfranco Anedda, ha deciso di non avviare l'istruttoria ma di mettere a punto una delibera; la commissione si riunirà mercoledì prossimo nonostante la prossima settimana sia 'bianca' con la pausa dei lavori.
Da parte sua il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, commenta le aspre critiche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'inchiesta di Trani: ''Sono valutazione del presidente del Consiglio che io non condivido''. E aggiunge: ''Sin dall'inizio abbiamo ribadito due concetti, il primo è la facoltà del ministro di inviare in qualunque momento gli ispettori, c'è poi l'assoluta autonomia delle indagini da parte dei giudici e non c'è nessuna possibilità di interferenza tra l'attività ispettiva e l'attività di indagine''.

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di Mario Aurilia
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