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Tesi e contro-tesi di una vicenda che ha spaccato il paese

L'aggressione a Berlusconi è una messinscena?


L'aggressione a Berlusconi è una messinscena?
17/12/2009, 22:12

Tutta l'italia ne ha parlato (e ancora ne parla): l'aggressione al Premier Silvio Berlusconi ha polarizzato l'attenzione di un intero paese e, come sempre, scatenato i milioni di utenti facebook e blogger presenti sul web. Come per l'11 settembre, anche per questa vicenda si è fatta largo a spintoni la deotrologia; con annesse e (s)connesse tesi complottiste. In questo articolo tenteremo di analizzare uno per uno i punti poco chiari emersi dall'analisi dei video e delle fotografia comparsi in rete.
 Il nostro obiettivo è quello di presentarvi un parere duplice ma equilibrato scaturito da un lecito dubbio e dall'esigenza della nostra redazione di assicurare un'informazione sobria, libera ed amante della chiarezza. Il collega Antonio Rispoli esporrà i suoi dubbi riguardo l'autenticità dell'aggressione mentre, Germano Milite, si preoccuperà di spiegare le incongruenze (presunte, forzate o effettivamente riscontrabili) notate nell'intera vicenda. Starà poi al lettore valutare quale strada seguire.



1) Telecamera: La prima ripresa mostrata in TV, che è quella della telecamera "ufficiale" del Pdl, cioè quella incaricata probabilmente di dare le immagini alle TV, sbalza improvvisamente a destra, proprio poco prima che Berlusconi venga colpito. Prima lo inquadra mentre firma autografi; poi l'inquadratura si sposta verso la destra dell'operatore, per ritornare sul premier solo mentre le guardie del corpo lo soccorrono.
Problema solo apparente: E' vero che la telecamera si sposta solo pochi attimi prima che Tartaglia lanci la miniatura del Duomo di Milano ma, voler far sembrare la manovra come "costruita", appare piuttosto forzato. Nelle riprese di questo tipo è difatti possibilissimo che, l'operatore, si sposti per qualche istante per ottenere una ripresa dell'ambiente circostante. Nella fattispecie, la motivazione la si può trovare nella volontà di presentare l'enorme folla che si era riunita per assistere al "passaggio del premier". In tal caso, si tratta quindi quasi certamente di una pura casualità dovuta ad un movimento che, a differenza di quanto si sostiene in alcuni video, non è assolutamente inusuale per un cameraman professionista. Inoltre, nei telegiornali è comparsa chiaramente e più volte anche la ripresa effettuata proprio mentre l'aggressore scagliava l'oggetto contro Silvio Berlusconi; a dimostrazione che non c'era la volontà di "nascondere" l'accaduto per chissà quale oscuro motivo.

2) Momento dell'impatto:
Nel momento in cui le immagini di Sky mostrano Berlusconi viene colpito, si vede che Berlusconi porta le mani al volto non con le mani tese - come è istintivo, ma con le mani chiuse a pugno. Che aveva tra le mani?
Una busta nera: Berlusconi tra le mani aveva una busta nera che, sempre osservando con un po' d'attenzione i video, si nota essergli stata consegnata poco prima da un signore (all'interno del sacchetto erano stati inseriti nei documenti). Il suo movimento apparentemente innaturale serve in realtà a non far cadere la busta. Osservando il video allegato, al secondo numero 15, si nota che in realtà il Cavaliere ha le mani ben aperte sul viso.


3) La ferita allo zigomo: Ci sono fotografie, scattate immediatamente dopo l'impatto, mentre Berlusconi viene trasportato in macchina dalla scorta, che mostrano lo zigomo sinistro senza alcun danno. Invece quando esce dalla macchina, le fotografie mostrano un vistoso taglio. Anche la fasciatura con cui stamattina ha lasciato l'ospedale copre quella zona.
Come per i pugili: tra il momento del colpo al volto ed il trasporto in auto passano pochi secondi (non oltre un minuto come sostengono i complottisti). Berlusconi è nascosto agli occhi di tutti per meno di due minuti. I colpi di un certo tipo non sanguinano istantaneamente. La pelle infatti resiste anche qualche minuto prima che la lacerazione si apra e che il sangue cominci a sgorgare. Lo stesso succede ai pugili che, dopo aver ricevuto un duro colpo in pieno viso, si vedono sanguinare anche a distanza di 120 secondi.


4) Cosa succede dentro la macchina?: Mentre Berlusconi è in macchina, si vede poco del suo volto, coperto, nelle poche immagini che abbiamo, dalla parte più scura dei vetri dell'automobile. C'è solo una fotografia, in cui si vede Berlusconi seduto sul sedile posteriore e una delle guardie del corpo che punta verso di lui un qualcosa (non si capisce cosa) che ha un beccuccio sottile puntato verso il viso del premier. Cosa gli sta spruzzando in faccia? Forse sangue finto?

Una semplice torcia:
la tesi del fantomatico arnese spruzza sangue è tra le più facili da smontare. L'oggetto in questione è difatti una semplice mini-torcia che non ha un beccuccio sottile alla fine ma, al contrario, termina con una superficie ampia e circolare. Nel momento dello scatto, il bodyguard si era probabilmente già accertato delle condizioni del premier utilizzando la luce fornita dalla piccola pila. Anche l'impugnatura che si nota appare piuttosto inusuale per un eventuale "spruzza sangue".



5) Camicia pulita: Come si sa, le ferite al volto provocano copiose fuoriuscite di sangue. Gli stessi medici che hanno curato Berlusconi hanno asserito che il premier ha perso mezzo litro di sangue. Eppure non una goccia di sangue è finita sulla camicia di Berlusconi che rimane perfetta e intatta, pulita; candida.
Aspetto controverso: questa riflessione, al contrario delle precedenti, appare invece molto più difficile da confutare. E' in effetti strano che il premier non abbia macchiato con nemmeno una goccia di sangue né la camicia né i polisini.  spiegazione possibile è che sia riuscito a fermare il sangue subito o che, al contempo, non c'è stata una rottura completa del setto nasale (che procura la perdita di non poco sangue) ma solo una frattura composta. Anche i denti non risultato saltati via ma solo spezzati e, questo, spiegherebbe il dissanguamento abbastanza moderato. Certo è che, quando i medici parlano di un litro e mezzo di sangue, contraddicono la fondatezza di questa ipotesi.

6) Permanenza eccessiva sul posto dell'"attentato": Dopo essere stato messo in macchina, Berlusconi rimane a lungo sul posto, mentre il caposcorta vuole andarsene. Ma Berlusconi insiste per rimanere, dopo di che si espone facendosi vedere da tutti col volto sanguinante. Se ci fosse stato un vero attentato, bastava un'arma qualsiasi per ucciderlo. Come mai nessuno ha fatto niente per impedirlo? Come mai poi le macchine si sono allontanate a passo d'uomo?
Procedura inusuale: la procedura potrebbe effettivamente risultare inusuale per la protezione del Primo Minitro. Le forze di sicurezza sono però comunque private e, quindi, al totale servizio del Premier. E' lui che decide cosa fare in casi come questo; se esporsi oppure no. Certo è che, a rigor di logica, quando una personalità così importante subisce un'aggressione, la cosa da fare è rifugiarsi in auto ed allontanarsi il più possibile dal lugo dell'agguato. Eppure, chi accusa giornalmente il Cavaliere di essere un megalomane egocentrico, dovrebbe trovare risposta anche a quest'ultimo dubbio: farsi vedere ferito in pubblico, probabilmente, è risultato più importante delle normali procedure di protezione e della propria incolumità.


7) Il volto non sanguina più: C'è un fotogramma di una ripresa televisiva, fatta da "Youreporter", in cui si vede la macchina di Berlusconi che si allontana, dopo il gesto di Tartaglia. Isolando alcuni fotogrammi si vede che ad un certo punto una testa - che somiglia proprio a quella di Berlusconi, anche se la definizione non è perfetta - che si sporge dal finestrino e guarda avanti. In quel momento non si vede alcuna traccia di sangue sul viso.
Poca chiarezza: in questo caso non ci sono elementi sufficientemente chiari per stabilire se il viso in questione è di Berlusconi. La risoluzione è difatti scadente e le immagini piuttosto confuse. A maggior ragione, sostenere che quello sia il volto del Premier e che sullo stesso non ci siano gocce di sangue, è poco credibile.


Queste sono le versioni differenti. Voi, cosa pensate? Chi ha ragione? Antonio Rispoli o Germano Milite? O nessuno dei due? Avete altro da proporre?

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di Germano Milite e Antonio Rispoli
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