Cronaca / Nera

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La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio

L’amica: “Brenda si è uccisa, ci aveva già provato”


L’amica: “Brenda si è uccisa, ci aveva già provato”
20/11/2009, 21:11

ROMA – E’ stato trovato questa mattina il corpo di Brenda, il 32 transessuale coinvolto nel ‘caso Marrazzo’. Sarebbe morto per soffocamento in seguito ad un incendio. Sul cadavere, che non sarebbe carbonizzato ma coperto di fuliggine, non c’erano, a prima vista, segni di violenza. L’identificazione avverrà solo attraverso l’esame autoptico. Il vero nome del transessuale Brenda era Wendell Mendes Paes ed era nato in Brasile il 28 novembre 1977 Intanto, è giallo: suicidio, omicidio o tragico incidente?
Veronica, trans che abita in un appartamento accanto a quello di Brenda, in via Due Ponti 180, è sicura che il 32enne si sia suicidato. “Marrazzo non c’entra niente”, sottolinea. “Noi ci conoscevamo da prima di venire in Italia. Ci siamo conosciute a San Paolo, - racconta, - poi, io otto anni fa sono venuta in Italia. Lei è venuta qui dopo di me”.
Questa notte, racconta Veronica, Brenda aveva chiesto dei sonniferi ad un’amica comune. La valigia già pronta, quella ritrovata dagli inquirenti durante il sopralluogo, era lì “perché le avevano dato lo sfratto e doveva lasciare la casa”. Brenda inoltre, stando a quanto racconta l’amica, negli ultimi giorni stava vendendo tutti gli oggetti di valore; lei aveva acquistato un computer tre giorni fa, ma non l’aveva ancora ritirato e non sa dire se si tratti di quello ritrovato nel lavandino”.
Ascoltata per un’ora in Questura, Veronica ha spiegato che il 32enne aveva già provato in passato a togliersi la vita. Tempo fa aveva anche bevuto dell’ammoniaca. A volte, ha raccontato, si ubriacava e questo la rendeva violenta ed aggressiva. “Ieri notte però, - sottolinea, - non era ubriaca. Credo che si sia uccisa per via dello sfratto, Marrazzo non c’entra niente. Non sapeva dove andare a dormire, perché tutte noi abbiamo delle case piccole e non potevamo ospitarle”. Spiegabile, secondo il racconto del transessuale, anche la rapina subita da Brenda qualche giorno fa: si sarebbe trattato soltanto di una coincidenza, ipotesi avvalorata dal fatto che un episodio analogo si è verificato il giorno successivo ai danni di un altro trans.
Sembra avere le idee chiare, ma in senso opposto, anche la Procura di Roma, che dopo i rilievi del medico legale e gli accertamenti della scientifica ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. La pista del suicidio non regge di fronte a quanto trovato nell’appartamento: del liquido infiammabile è stato trovato su un borsone davanti alla porta d’ingresso, mentre il pc della vittima, trovato nel lavandino, era bagnato come se fosse stato immerso nell’acqua, forse per renderlo inutilizzabile: in quello stesso computer sarebbe custodito, stando a voci non verificate, il secondo video che ritrae gli incontri segreti di Piero Marrazzo.
Decine di trans, tra conoscenti e vicini di casa, sono stati ascoltati oggi in Questura. Barbara, transessuale brasiliano ed amica di Brenda, sembra sicura che il 32enne sia stato ucciso. Non ha dato indicazioni precise, ma ha parlato di un gruppo di romeni che terrorizzerebbe i transessuali della zona.

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di Nico Falco
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