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La città ha dato l’ultimo saluto all’ingegnere

Lamolinara: disposta l’analisi sul proiettile nello stomaco

Il nostro paese insiste: Londra faccia chiarezza

Lamolinara: disposta l’analisi sul proiettile nello stomaco
12/03/2012, 19:03

ROMA – Ad uccidere Franco Lamolinara sono state le armi dei sequestratori o il cosiddetto “fuoco amico”? Sul fatto che siano stati 4 i colpi sparati, tra i quali quello alla testa, non ci sono dubbi, ma restano ancora incerte però le dinamiche del misterioso blitz, che giovedì scorso avrebbe dovuto salvare i due ostaggi e che invece si è concluso con la loro morte.
Su quanto sia realmente accaduto esistono ancora pochi dettagli a disposizione, ed è per questo che la Procura di Roma ha deciso di disporre l’analisi sul proiettile recuperato dallo stomaco dell’ingegnere Lamolinara. In realtà si tratta di alcuni resti di questo proiettile, rinvenuti nello stomaco della vittima. È su questi che i consulenti dovranno ora studiare, analizzandone in particolare la camiciatura.
L’obiettivo è capire se questo proiettile sia stato sparato da un’arma dei rapitori dei due ostaggi, o invece provenga da un’arma appartenente alle forze anglo-nigeriane che hanno effettuato il blitz. Ci vorranno però diversi giorni prima che gli esperti del Ris siano in grado di risolvere questo punto interrogativo. Proprio nel tentativo di fare chiarezza, il pm Francesco Scavo, che sta indagando sul caso, sta valutando anche l’ipotesi di avviare una rogatoria con le autorità britanniche, al fine di conoscere gli esiti dell’autopsia disposta sull’altra vittima, l’ingegnere inglese. 

A GATTINARA L’ULTIMO SALUTO A LAMOLINARA
Bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e negozi chiusi nel pomeriggio. È con il lutto cittadino che Gattinara ha dato l’ultimo saluto a Franco Lamolinara. La cerimonia funebre si è tenuta nella chiesa di San Pietro: presenti circa 2 mila persone. Presente anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi. Tra le corone di fiori, quelle del Presidente della Repubblica e del governo e poi quelle dei colleghi della “Stabilini”, l’azienda edile per cui lavorava Lamolinara, un’altra degli ex colleghi dell’impresa “Gallo” e tante altre. La moglie di Franco Lamolinara, Anna, dopo un malore, si è ripresa e ha partecipato alla messa insieme ai figli, Mattia e Nicole.

LA RICOSTRUZIONE NELL’AUDIZIONE AL COPASIR
Tre terroristi nigeriani, appartenenti al gruppo che aveva sequestrato l’ingegnere Franco Lamolinara e il suo collega inglese Chris McManus, furono arrestati prima dell’8 marzo scorso, ma un quarto complice riuscì a sottrarsi alla cattura: per questo motivo le forze britanniche e nigeriane avrebbero deciso di dare vita al tragico blitz, conclusosi con l’uccisione dei due ostaggi. E' quanto avrebbe riferito il generale Adriano Santini, direttore dell’Aise, nel corso dell’audizione al Copasir. Santini, inoltre, avrebbe precisato che la nostra intelligence, fin dal 12 maggio del 2011, giorno del sequestro, attraverso i suoi 007 sul posto, aveva seguito l’evolversi della vicenda “passo dopo passo”, fino alla drammatica decisione presa dalla forze speciali inglesi e nigeriane di dare vita al blitz per il timore che proprio il quarto terrorista, sfuggito all’arresto, avrebbe potuto dare l’allarme ai suoi complici e far spostare gli ostaggi in un altro covo-prigione. Ad indicare il luogo dove erano tenuti sequestrati Lamolinara e McManus sarebbe stato uno degli arrestati.

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di Antonio Formisano
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