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Terra al collasso, avvistate altre sette imbarcazioni

Lampedusa: cittadini esasperati impediscono lo sbarco

il parroco: "Non trasformare l'isola in una polveriera"

Lampedusa: cittadini esasperati impediscono lo sbarco
18/03/2011, 19:03

LAMPEDUSA - Un centinaio di cittadini di Lampedusa ha impedito l'attracco di una motovedetta con 116 migranti a bordo, soccorsi a largo dell'Isola. Poco prima il sindaco Bernardino De Rubeis aveva annunciato il “rischio concreto di disordini”. “L'isola e' ormai al collasso”, aveva commentato De Rubeis, secondo cui è necessario interrompere il flusso dei recuperi da destinare all'isola e trasferire i profughi altrove. Il primo cittadina ha anche risposto con un secco no alle ipotesi di creare una tendopoli ed, anzi, ha chiesto lo sgombero di profughi e militari.
Intanto, non accenna a diminuire l’ondata di sbarchi sull’isola siciliana: ad oggi, sono circa 2800 gli immigrati clandestini rifugiatisi nei centri di prima accoglienza. Dopo due notti di stallo a causa del maltempo, anche oggi un’altra nave contenente 78 profughi è arrivata sulle coste; altre sette imbarcazioni sono già state avvistate.
Il parroco di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, a proposito di quanto sta accadendo ha dichiarato: ''Chiedo con forza la salvaguardia della dignita' di ciascuno, cittadini e migranti, il rispetto dei diritti per le popolazioni di Lampedusa e Linosa, che soffrono a causa della carenza cronica di sanita', trasporti e istruzione. Mentre esprimo forte vicinanza ai Lampedusani auspico che le autorita' preposte trovino soluzioni concrete che tutelino, insieme, i diritti umani fondamentali degli immigrati e gli interessi dei lampedusani''. Sull’idea delle tendopoli, il parroco è chiaro:
“Se come cristiani non possiamo venire meno al Vangelo, riteniamo tuttavia che la sua collocazione nei terreni adiacenti alla 'Casa della Fraternita'' parrocchiale o altrove, e' solo una precaria risposta per offrire un tetto in attesa di un trasferimento dei profughi, che deve essere prontamente superata da un efficace programma di accoglienza e la creazione di centri spalmati sul territorio italiano, in modo da non gravare solo sull'isola che rischia di trasformarsi in una polveriera''.

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di Ornella d'Anna
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