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Lampedusa: Ferrandelli (Pd), Letta e Crocetta rilancino sede siciliana Telespazio per monitorare flussi migratori


Lampedusa: Ferrandelli (Pd), Letta e Crocetta rilancino sede siciliana Telespazio per monitorare flussi migratori
04/10/2013, 15:12

PALERMO - “Oggi è un giorno di pianto” ha detto Papa Francesco riferendosi al drammatico naufragio di ieri a Lampedusa. Sì, è un giorno di pianto. Ma oggi deve essere soprattutto, per chi come me fa politica, il giorno in cui tutti quelli che ricoprono incarichi nelle Istituzioni devono fare la propria parte, davvero però. Con il cuore, certo, ma ancor di più con la testa. Perché il futuro di una società dipende dalle scelte politiche che ogni giorno si compiono e non dalle passerelle politiche che si fanno.
Ieri ho parlato di nuove politiche sull’immigrazione, del ruolo che possono avere il governo nazionale, la comunità internazionale ma anche il governo regionale con l’approvazione di un ddl che ho presentato all’Ars a giugno, alla vigilia degli sbarchi con norme a sostegno dell’accoglienza, dell’inclusione sociale, della convivenza civile, dell’integrazione partecipe, dei diritti e della tutela dei cittadini stranieri nella Regione Siciliana.
Oggi voglio parlarvi sempre di Lampedusa e di un’Italia e di una Sicilia dalle politiche schizofreniche. Voglio parlavi di Lampedusa e di cose concrete che si potrebbero fare per evitare che ci siano ancora giorni di pianto.
C’è un centro spaziale a metà strada tra Corleone e Piana degli Albanesi che è la sede siciliana di “Telespazio”, del gruppo Finmeccanica. Si tratta di una società all’avanguardia nei servizi satellitari: dalla gestione dei satelliti, alle reti integrate per le telecomunicazioni passando per l’osservazione della Terra. Sì, l’osservazione della Terra. Non scordatevi questo passaggio.
La sede siciliana dello Scanzano, 3 mila metri quadrati di alta tecnologia, 26 lavoratori ad altissima specializzazione, finanziata da tantissimi soldi pubblici, è destinata a chiudere i battenti perché i progetti non passano più da lì. Vengono dirottati altrove, in rotte soprattutto straniere.
Senza progetti e quindi senza entrate la sede siciliana è in perdita e rischia la chiusura. Tra tavoli al ministero dello Sviluppo economico e tavoli alla Regione, la sensazione è che il destino di questo gioiello siciliano sia già segnato.
“Ci hanno posteggiato volutamente” mi raccontano i dipendenti del centro spaziale e chiedono che qualcuno si occupi di loro. Non perché rischiano di perdere il posto, ma perché i progetti che hanno presentato ai diversi tavoli di confronto sono progetti davvero importanti. Loro ci credono.
Riguardano (ricordate quelle paroline che ho scritto prima) “l’osservazione della Terra”.
Attraverso i satelliti, con particolari applicazioni, il centro spaziale dello Scanzano riuscirebbe 24 ore su 24, sette giorni su sette, a controllare in tempo reale i flussi migratori e a rilevare tutte le imbarcazioni, con una precisione straordinaria (10 metri),  presenti in tutta l’area del Mediterraneo.  “Controllo del flusso migratorio”, ecco il primo progetto.

“L’avremmo individuata subito la barca diretta a Lampedusa”, mi confidano con la voce rotta dall’emozione. “Osservazione della Terra”, ecco cosa vorrebbero fare lì.
Così come quel progetto che hanno illustrato tanto tempo fa alla Regione per il controllo, sempre attraverso i satelliti, delle aree boschive in Sicilia per la prevenzione degli incendi. E infine il monitoraggio del territorio contro l’abusivismo. Progetti di protezione civile, progetti umanitari. Utili. E invece lo vogliono far chiudere.
Ecco, caro Papa Francesco, oggi è il giorno del pianto ma oggi deve essere anche il giorno in cui la politica fa la politica. Il centro spaziale Scanzano, in una Sicilia che è ponte del Mediterraneo, un luogo di grande pregio naturalistico e culturale, deve essere salvato perché può essere utile alla collettività. Alla Sicilia, all’Italia, all’Europa. E il Governo nazionale, la comunità internazionale e soprattutto la Regione siciliana lo devono difendere.
Martedì 8 ottobre ci sarà l’ennesimo tavolo convocato al ministero dello Sviluppo economico. Si arrivi a quell’appuntamento finanziando questi progetti. E’ un appello, caro Papa Francesco, che faccio al presidente del Consiglio, Enrico Letta e al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. Perché quel tavolo non salva posti di lavoro ma può salvare vite umane.

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di Redazione
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