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Lampedusa, il comune chiarisce: si tratta di recuperi e non di sbarchi


Lampedusa, il comune chiarisce: si tratta di recuperi e non di sbarchi
15/03/2011, 13:03

In relazione alle continue notizie stampa circa i supposti sbarchi a Lampedusa, l'amministrazione comunale precisa che nella maggior parte dei casi si tratta di recuperi a distanza varia, tra i cinquanta e le cento miglia marine di distanza dall'arcipelago delle Pelagie.

La precisazione non ha un valore solo lessicale poiché la differenza incide sull'immagine complessiva dell'isola che vive prevalentemente di turismo dieci mesi all'anno e che si sta preparando alla stagione convinta che la prossima sarà migliore di quella precedente, che ha registrato un successo inatteso. La differenza tra sbarchi e recuperi é fondamentale. Nel concetto di sbarco vi è un immaginario di aggressività, inesistente invece in quello di recupero che invece conferma la tradizione di accoglienza per la quale Lampedusa è medaglia d'oro.

I recuperi potrebbero avvenire con destinazione diversa come Malta o direttamente la Sicilia. Avvengono per comodità dello Stato Italiano su Lampedusa, essendo su una rotta di passaggio, dai fenici ai greci, dai romani agli arabi, fino ai giorni nostri. L'isola rimane una terra d'accoglienza e di primo impatto verso un flusso, che pur se consistente, è irrilevante rispetto a quelli più importanti che giungono da altre frontiere. "Considerato il grande lavoro di solidarietà che sta facendo l'isola per tutta la comunità europea - dichiara il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis - chiediamo in cambio un'informazione precisa e corretta che non comprometta la stagione". "E' bene - rincara l'assessore al turismo Pietro Busetta - che si sappia che l'isola rimane tra le destinazioni più sicure del paese e che già sono programmati i voli diretti da ogni parte d'Italia per prenotare una vacanza in quelle che per la trasparenza dell'acqua sono state definite le isole dalle barche volanti o i tropici d'Europa. Se siamo capaci di essere ospitali con gli ospiti non paganti, immaginate cosa faremo con quelli paganti".

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di Redazione
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