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Lampedusa, migrante: "rischiare la vita unico modo per partire"


Lampedusa, migrante: 'rischiare la vita unico modo per partire'
05/10/2013, 17:11

LAMPEDUSA - "Sono partito con altre persone dalla Somalia. Molti di loro sono morti nel deserto del Sahara, tra cui mio zio, il fratello di mio padre. Poi siamo arrivati in Libia. Siamo stati 15 giorni nel Sahara. Per 8 otto giorni siamo stati senza acqua. I trafficanti che poi ci hanno prelevato erano libici. In tutto il mio viaggio e' costato 7.500 dollari. Giunti in Libia sono stato 3 mesi in carcere". Questo è il racconto di Abdul, 16 anni, giunto a Lampedusa da 12 giorni e attualmente allogiato nel centro di prima accoglienza. "Ho lasciato la Somalia -continua il ragazzo- perche' voglio un futuro migliore, voglio proseguire i miei studi, diventare ingegnere, migliorare il mio inglese. Lavorare e spedire a mia madre, mia sorella e i miei 5 fratelli che vivono a Mogadiscio, i soldi per vivere meglio. Spendo un sacco di soldi per un viaggio rischioso, per molti mortale -conclude- perche' col mio passaporto non mi e' consentito di viaggiare. Siamo obbligati a rischiare la vita per cercare di avere un futuro migliore".

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di Armando Brianese
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